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venerdì 8 febbraio 2013

Guida all’editing – Lettering da non fare

Lesson one,
famo un lavoro
a modino!
In molti sono convinti che basti prendere un balloon, clickare il pulsante del testo e copincollare la frase della traduzione ed il gioco è fatto, in realtà non è così semplice (notare che non ho minimamente parlato di pulire la scan ma semplicemente di ficcare il testo, possibilmente, nei posti giusti).
Ci sono tanti fattori da considerare che in molti prendono alla leggera facendo si che chi è alle prime armi faccia un lavoro indecentemente inguardabile e potenzialmente illeggibile, mentre chi invece è nel campo da tanto faccia un lavoro indecentemente illeggibile ma tanto fighetto all'apparenza.
In entrambi i casi sono complicati da leggere e vai a sapere te perché la gente si deve complicare la vita così...

20, 30, 80 font
Tutti gli editor ad un certo punto hanno il ritorno di fiamma del font parade, ne hanno tanti, ne hanno provati tantissimi, installati alla volé ancora di più e ora... pensano che abbia senso usarli quasi tutti in ogni singolo capitolo.
Mi chiedo quanti di loro abbiano la decenza di aprire la raw e notare che su per giù ci sono 3 tipi diversi di scrittura e non 10mila come nella loro versione o quella inglese (perché si sa, loro devono sempre fare i fighettosi)
Ha senso avere cose come 7-8 font diversi nella medesima tavola? Assolutamente no, è ridicolo.
Non ci vuole molto a capire che usare tanti font rallenta il lettering, ma se fosse solo quello chissene, problemi di chi ci lavora se vuol fare (inutilmente) l’artista lasciatelo divertire.
Avere tanti font diversi rende la lettura confusa, soprattutto se si usano font un po’ arzigogolati (che non hanno motivo di esistere in un fumetto), esistono i grassetti e i corsivi (farlocchi o meno) usate quelli invece di cambiare font per l’urlo random di un personaggio.
In media bastano 3 font in un manga (onomatopee escluse, ma ne parleremo dopo) uno per il testo normale nei balloon, uno per le scritte fuori -quali chiacchiere di contorno dei personaggi sullo sfondo- e uno bonus per i parlati di tipo differente (es. la voce che esce dal telefono)
Usare un font diverso per ogni personaggio, che a sua volta ha anche un suo font-urlo e un suo font-pensieri, è una cosa assolutamente ridicola.
Cosa volete dimostrare? Che siete grandi editor che si intendono di virtuosismi artistici? Ma fatemi il piace, semplicemente incasinate la lettura per un mero fatto di ego.

Usare tanti font porta anche a diversi sotto-problemi:
-    La leggibilità del font stesso, come dicevo prima è meglio evitare cose arzigogolate o di lettura difficoltosa, ci vuole poco a usare un font che a ridotta grandezza sia semi-illeggibile.
-    L’interlinea, lo spazio tra una riga e l’altra, nonostante sia settato in auto (solitamente) i font non occupano tutti il medesimo spazio, ne in altezza ne in larghezza, soprattutto perché usiamo font non commerciali e professionali, un bravo editor si prende la briga di sistemare manualmente l'interlinea in modo che non ci siano fastidiosi stacchi (anche se temo che l’unica che lo fa sia la sottoscritta -.- d’altro canto anche un cieco noterebbe che i font classici da balloon sono molto stretti e vicini)
-    Il tempo, come già detto prima, che uno faccia o meno un lavoro poco rifinito, cambiare font ogni 3x2 provoca un rallentamento evitabile dei lavori
-    Continuità, ovvero che ogni capitolo (fatto o meno dalla stessa persona) deve somigliante al precedente, quindi i font devono essere gli stessi e usati nello stesso contesto, usare 20mila font vuol dire ricordarsi 20mila cose
-    Le onomatopee sono quelle un po’ più libere, insomma nessuno si scandalizza se per il “sbam” usate un font ciccione e per il “plick” uno minuto, fate un po’ come vi pare, ma considerate che sarebbe meglio che gli “sbam” abbiano sempre lo stesso font, capitolo dopo capitolo non che oggi lo sbam è grosso e domani è cubico.
Cominciate a capire perché io tenda a usare più o meno sempre lo stesso font per ogni onomatopea?
Più o meno ogni punto appena detto è da applicarsi ogni volta che posate il mouse sulla lista dei font, fatevi un conto voi e vedete se vale la pena farlo o riflettete su ogni volta che deturpate una tavola con 8 font diversi.
Inoltre se usate delle scan inglesi anche il testo che resta uguale (versi monosillabici vari, swosh e amicizia) va cancellato e rimesso, oppure lasciato sempre, perché anche se usate il loro solito font non azzeccherete mai la grandezza e la spaziatura inglese e inoltre essendo rasterizzato dalla vecchia versione si noterà sempre la differenza.

Png o jpg?
Le immagini si salvano solo in questi due formati, niente gif, niente jpeg, niente stramberie varie.
È meglio il png o il jpeg? Beh io prediligo il jpg che una serie di semplici motivi:
-    Se salvato in qualità alta pesa comunque la metà di un png e non si mina la qualità (ma almeno a fine gli archivi pesano la metà e la gente non perde giornate a scaricarli), la sgranatura si nota solo zoommando a palla e se uno è costretto a farlo è perché avete usato un font microbico, quindi il problema è a monte;
-    Non noi dobbiamo considerare i rescan ai danni di un gruppo italiano, non ci sarà quasi nessuno che penserà di fare una ri-traduzione di un lavoro in italiano, quindi chissene dell’index color e del file più protetto;
-    Evitare errori dozzinali (di cui non sapevo nemmeno l’esistenza finché non mi sono messa a cercare immagini per questa guida) come png con lo sfondo mancante, ovvero trasparente;
-    Se la scan originale non è png non ha senso salvarla così, anche se le scan sono di qualità infima (sgranate, storte, scontrastate, ecc...) la qualità effettiva resterà quella, anche se salvate un file da 10M con l’alta definizione le righe pixellate resteranno sempre e comunque righe pixellate.
Insomma i jpg sono più leggeri, più sicuri per un editor inesperto e per come la vedo io è meglio salvare in jpg.

Non si patcha, non si sbianchetta
Non siamo la Planet che mette toppe bianche su sfondi neri e assurdità simili, come detto nella introduzione se non sai pulire non sei un editor (secondo la suppy) quindi prenditi un volume devastato, allenati mentre intanto fai il checker (così fai comunque esperienza) ma stammi lontano.
Il titolo parla di lettering e non cleaning quindi facciamo finta che la nostra ipotetica scan sia pulitina e ben messa.
Non si usano mai toppe bianche, tutti odiano ricostruire una tavola soprattutto se lo sfondo è un caos tremendo che ti tocca ridisegnarne mezzo, ma si porta pazienza e si cerca di barare come meglio si può! Non si devono mai vedere quadratoni bianchi o segni di cancellatura o di clonatura farlocca.
Se la vostra scan è messa male e lo sfondo non è bianco NON cancellate in bianco, campionate il grigino e usate quello (o sistemate la scan se vi riesce) stessa cosa per i neri che non sono nero 100%, sembra una cazzata ma lo fanno in tantissimi.
Niente sfumini e aloni bianchi!!
Fino a qualche anno fa andava abbastanza di moda sfuocare i retini, anche tutti quelli della tavola (quello che io chiamo “ammazzare i retini”) dandogli quell’aspetto liscino e pulitino come se fosse stato disegnato in stile anime, in modo da non dover ricostruire i pattern, insomma creavi una fastidiosa massa indistinta e ci piazzavi sopra il testo e buona notte.
Oppure si usava il bagliore, e non la gomma, per far sparire le scritte esterne ai balloon o che andavano quasi a battere su di esso, creando aloni ridicoli qua e là (vedi di fianco)
Non si fa! Cioè si può fare (per modo di dire) sulle tavole a colori, soprattutto se acquerellate, ma non sui retini che sono puntini ben definiti.
I balloon si ricostruiscono, dateci giù peso di stampino e usate manualmente il pennello ma se voi (o gli inglesi) vi siete mangiati un pezzo di balloon vedete di farlo ricomparire, vi ricordo che esiste anche l’history brush!

Sharp o non sharp, questo è il dilemma
Torniamo un istante ai font, dopo che avete deciso che usarne 8 in una pagina è da burini assicuratevi di non fare comunque uno schifo illeggibile.
Non vanno mai messi senza anti-aliasing (a-a) e solitamente per i fumetti si usa il metodo sharp o strong.
Lo sharp serve per le scritte generali, che vengono abbastanza affusolate ma non illeggibili (salvo che il font non sia una linieatta calligrafica ultra arzigogolata che non dovete usare nemmeno sotto tortura) e lo strong per quei casi di discorsi più concitati o se avete font troppo segalitici, ma MAI usare sempre e comunque lo strong perché le scritte risultato enfie e sbafate.
Se il vostro font non ha il grassetto, il corsivo o il corsivograssettato e vi serve non prendete un’altro font solo perché ora va di moda l’urlo in BadaBoom (che poi è uno di font che crea più problemi di spaziatura e interlinea, non volevo dirverlo...) ma per una volta potete usare anche il grassetto farlocco (faux blod) o il corsivo farlocco (faux italic) ovvero quei grassetti/corsivi ricalcolati in modo automatico da photoshop e non disegnati dall’autore del font, non è una bella cosa da fare ma se quello non ha fatto il corsivograssettato non è colpa mia, no?

Font evitabili
Mai, e ripeto MAI, usare font seri e spigolosi da libro per un manga (come il Baskerville) perché stonano! Nemmeno su The Five StarStories ci stavano bene, fate un po’ voi; se proprio volete usateli per qualche cartello.
Nei fumetti è meglio usare font semplici, con poche grazie, tondeggianti e un po’ grassottelli, possibilmente leggibili anche a dimensioni come 6-8pt.
Il Comics Sans è vietato dalla convenzione di Ginevra, per me anche chi l’ha fatto lo rinnega, ma in un manga scan poi non dovete MAI e poi MAI e MAI e STRAMAI usarlo, se un qualsiasi editor lo vede (ma anche lettori esperti) prende e cancella il capitolo senza manco leggerlo, anche se ha la miglior traduzione del mondo.
In media non usate i mai i font preinstallati sul pc, soprattutto quelli che hanno pallini e disegnetti all’interno delle lettere (i symbol poi fingete di non vederli salvo per le censure delle parolacce che non vengono più usate dal secolo scorso).
Come già detto, niente di sottile e arzigogolato come Words of Love, perché a vederlo al 100% è anche carino e romantico ma però le scan si leggono secondo la risoluzione dello schermo del computer dell'utente e quasi nessuno zoomma balloon per balloon.
In media evitare sempre i font calligrafici e i brush (quelli che sembrano fatti con pennelli o che finiscono in dissolvenza sporca)
Se non state facendo arabians night niente font arabeggianti, niente font futuristici se siete in uno shojo scolastico e così via, anche se non avete occhio per queste cose i database di font hanno le categorie (non avete scuse -.-)
Ovviamente evitate font che non hanno le lettere accentate, e soprattutto se ve le sostituiscono con l’accentato Arial o il font che avete di default CAMBIATELO! È ridicolo vedere mezza scritta in wild words e poi spunta un “à” in arial -.-
Mai usare:
-    il Dancin, Jokerman e simili, lo usano i pessimi grafici per le pubblicità dei solarium e dei viaggi organizzati in mete tropicali
-    Niente Chiller, andava di moda 2-3 anni fa e poi è alquanto problematico
-    Pixel font in generale, potrebbero sembrare perfetti per la voce gracchiante al telefono ma non sono fatti per stare a grandi misure o l’anti-aliasing, viene quasi sempre uno schifo
-    Mai usare i Komika (la suppy li odia) l’interlinea è uno schifo da tipo a tipo, comunque evitate sempre di usare i Komika Kaps
-    Font non accentati, far prolificare gli apostrofi può creare problemi e analfabetizzazione (XD)

Quanto riempire il balloon
In media ci devono essere 2-3 millimetri tra la scritta e il bordo balloon, quindi dovete sagomare un po’ il testo anche perché gli ideogrammi vanno per verticale e noi scriviamo in orizzontale, quindi e rarissimo che c’entri un intera parola lunga senza andare a capo.
Non abbiate paura di andare a capo, ma se capita per 5 volte di fila qualcosa non va.
La formattazione deve essere coerente (e sillabate decentemente!), questo vuol dire che non ci può essere un
Luigi è
un matto,
ha comp-
rato un ornitorinco
all’
acquario.
Anche se usate font diversi cercate sempre di riempire il medesimo spazio, inoltre se ci sono balloon più stretti o larghi adattate la grandezza del font; non fate balloon immensi con un cacheronzolo di scrittina nel mezzo (ma nemmeno con un monosillabo mostruosamente gigante).
Mai toccare il bordo del balloon, figuriamoci uscirne fuori, se proprio la scritta non c'entra, e non potete ridurre ulteriormente il font, stringate la traduzione o fatevi forza e usate una scritta col bordino (grandezza massima 2, e comunque TUTTE le scritte fuori balloon, cartelli esclusi, devono avere questo benedetto bordino, anche quando è nel balloon ma esso è trasparente ed entra un po’ sfondo!!!)
MAI storpiare le scritte, allungarle, slargarle senza considerare la proporzione, fa già abbastanza schifo quando lo si vede nei volumetti StarComics -.-
Inoltre mai unire le scritte di più balloon solo perché sono attaccati insieme e con un testo fai tutto perché viene uno schifo.
È accettabile quando non c'è proprio modo di fare altrimenti, perché magari il primo balloon è piccolissimo, ma altrimenti evitatelo, non vale i 5 secondi di tempo guadagnato.

Assurdità da non fare
Non so di chi sia quanto segue, errori che non so nemmeno come siano venuti al mondo (davvero) e come un editor o un check o chiunque abbia fatto e/o riletto il manga abbia potuto rellare molto placidamente.
Se qualcuno sa come abbiano potuto fare una cosa simile melo faccia sapere io sono alquanto inquietata XD.


La prossima lezione sarà sulle
scan inutilizzabili e come sistemare i casi meno gravi :P

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2 commenti :

  1. Suppy mi prosto ai tuoi piedi!!! Stasera al mio triofale rientro a casa, quando mi metterò a lettuccio mi leggerò per bene tutto e prenderò appunti, anche perchè so di essere trés baka quando edito per mooolte cosuccie ancora, grazie sensei!;P

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    1. ahah thankiu, ma sono solo suggerimenti non c'è nulla di tecnico >.<
      non c'è nemmeno tutto ma almeno ho tolto dal pc quella paccata di immagini (che poi ne ho usate un quarto a dir tanto).

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