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mercoledì 23 maggio 2012

The Witcher 2 [XBOX]

Eccoci FINALMENTE qua, dopo che mi ero quasi tagliata le vene per il “primo” The Witcher 2 (ed aver quasi rubato una copia ad un amico) che non girava sul pc... ora mi sono venduta un rene per comprare la nuova versione, xbox, sapendo fin dal principio che avrei odiato il pad e la console vecchia sempre più incline a piantarsi (da una parte è anche colpa del disco “nuovo”, ma sinceramente non apro l’xbox per darle ‘na sistemata).

Se non altro, adesso, del tanto osannato the witcho ho solo le enchanted ediction:
il primo, perché a suo tempo non era periodo, e quando l’ho visto a 20 € con tutte le patch e ammennicoli vari mi ci sono fiondata;
il secondo perché questo povero portatile da cui scrivo faceva girare il 2 a scatti e lamenti (atroce).
La versione enchanted (almeno per xbox) è composta da 2 dischi (anche se ancora mi chiedo a che serva il secondo) più il cd della colonna sonora, la mappa, il manualetto interno standard (ma abbastanza "spesso") e il manualetto guida alle quest (come nel predecessore) inoltre la fnac, mi ha gentilmente regalato una t-shirt immensamente immensa e che va a fare compagnia a quella di Catherine.
Il tutto per 70 € (arrotondando) – 5€ di sconto soci – 40€ perché quasi un anno fa, fortunatamente, riportai un gioco atroce prima di aprirlo.

[ATTENZIONE E' LUNGOGERRIMA!!!]

La mia prima impressione, l’impatto visivo in se per se, mi ha un pò deluso: su pc, anche su uno mal messo come il mio, il gioco rendeva molto meglio sia come texture che come giochi di luce.

L’xbox è vecchia, non c’è la fa manco a spingerla, ma è d'obbligo dire il porting è stato fatto decentemente anche se ha i suoi difetti: ogni tanto le texture zoppicano a caricarsi (niente di ridicolo come in Last Remnant, ma comunque fastidioso in alcuni punti), l’auto puntamento per raccogliere (o mirare i nemici) ogni tanto fa cilecca, quando ti muovi per il macchinoso menù (o finisci una caterba di quest in un colpo solo) lo schermo sembra augurarti un attacco epilettico con una serie di schermate nere di pochi istanti.
Ma più o meno la mia rapida lista dei difetti finisce lì, ed essendo una giocatrice di DW che gli ambienti siano un pò spogli e i poligoni ogni tanto cozzino a bischero... mi fa storcere il naso il giusto.
Geraltino cambia aspetto ad ogni cambio di equip? Bene, siamo già ottimi amici!.

Finito per la prima volta, il mio commento è stato che era un gioco carino ma... carino e basta.
Quante ore avevo speso sul primo witcher? Qui la faccenda è ben più breve, lineare e con poche quest idiote secondarie...
Certo resta la voglia di rigiocarlo ma al terzo giro è già da archiviare, perché non ha altro da darti (sinceramente delle armi ultrafaighe me ne infischio, come della modalità oscura).
Carino ma invece di odiare la console e il suo pad (la prima si è fatta odiare fin da subito impallandosi ennemila volte) ho odiato i personaggi, anzi la vacuità di quest’ultimi e soprattutto il blocco di livello massimo al 35 che mi è sembrato inadatto a svelare tutte le potenzialità dell’alberello delle skill (già limitato di suo).

Lo ammetto, quando l’ho ricominciato la prima volta a fine Atto I è stata una moria di “no dai... cazzo carichiamo l’ultimo autosave, non posso fare così!!” da una parte perché volevo finire tutte le quest (anche se quella dei dadi mi è rimasta qui e l’ho fallita col sorriso) dall’altra perché quel cazzone di Geralt la neutralità non sa cosa sia.
Intendiamoci, nel primo fin quasi alla fine potevi barcamenarti tra le due fazioni (scoiattoli drogati e cavalieri sudati) mentre qui l’unica vera scelta si trova a fine del primo atto: scegli il matto isterico razzista iracondo servo di una corona che non esiste più... oppure il matto isterico razzista e guercio elfo che si crede dio? *Geralt assegna un cazzottone a Iorveth e scappa a inseguire Letho* O.o Cazzo fai! Witcho di merda fermo lì! Roche... brutta zoccola vai a farti Ves invece di catturarmi il guercio con le orecchie a punta.
Yep, è stata dura, ma al secondo giro ho mandato l’elfetto a quel paese ed è stato un gran sacrificio non andare a salvarlo (invero... ho fatto il salvataggio, prima o poi vado a sentire quanti insulti mi tirerà il bendato prigioniero).

Tralasciando le mie prese di posizione, dettate più dai miei gusti che dal gioco stesso, fin dal primo atto il gioco si rivela per quel che è, ovvero:
- zone esplorabili ampie ma ridotte, ogni atto ha una sua location chiusa tra i confini della natura che danno quindi poca varietà e disgraziatamente non c’è modo di tornare indietro, fosse anche solo per raccattare un ingrediente da un mostro che non vedrai mai più > mostri che poi non sono tanto vari, uno dei bestiari più poveri della storia (sfigura pure nella nuovissima arena in cui c’è stata qualche aggiunta).
- tanti personaggi secondari e tante voci di “enciclopedia” che non si capisce cosa ci stiano a fare, che me ne frega di avere 3 righi per ogni commerciante idiota che incontro? Anche perché dall’atto dopo non ci vedremo più!! Beh in realtà anche i personaggi “principali” (notare le virgolette) sono poco delineati, e se uno disgraziatamente non ha manco giocato al primo (lasciamo fuori i romanzi) non capisce un emerito accidenti, ma non solo a causa delle 3 lacunose righe (che si aggiornano via via) ma spesso perché nemmeno li trovare in città o comunque non vi interesserà sapere dove sono perché al massimo vi appariranno davanti per auto-invitarsi alla quest (vedi Triss, povera mi piaceva più nella vecchia versione, anche come aspetto qui fa una figura suina) oppure hanno solo una microquest secondaria (vedi Roche e amici, io ho finito il primo giro senza mai parlare Ves, e senza mai ficcare il naso nella loro base).
- gentile spettatore benvenuto, benvenuto in The Witcher 2! si sieda pure... tanto non capirà ‘na cippa, sono un capitolo incastrato tra un prequel e un sequel.
Già, non bastesse il fatto che tutti a questo mondo hanno un nome e una loro voce nel diario, la trama non regge granché nonostante, in teoria, dovrebbe darti tante contorte moralistiche scelte e sbrogliare due fatti chiave... Come nel primo, alla fine resta una grande grossa domanda (allora era il non trascurabile fatto del cervello bacato del protagonista) ma mentre nel precedente te ne dimenticavi e solo mentre sbadigliavi davanti ai crediti ti tornava in mente in questo ti ossessiona dall’inizio alla fine per poi restare insoluta -.-.

Le quest secondarie sarebbero anche tante (parlando proprio di parole spese e capitoletti delle guidina allegate) peccato che abbiano deciso di dividere in 2 “route” la storia, due strade opposte che raramente si intrecciano (però devo ammettere che anche seguire Roche è divertente), così per tutta la durata della trama avrete la sensazione di star lì a perder tempo, anche perché le quest “principali” vengono un po' abbandonate in favore di quelle quasi secondarie che trascinano una trama che puzza tanto di scelte fatte tanto per, con impatto semi-zero sul finale vero e proprio (vedi ad esempio quando a fine atto I [mio secondo giro] Roche e Iorveth si scontrano, nonostante un certo elfo dovrebbe essere legato come un salame appeso in una chiatta [laboriosi ‘sti scoiattoli]; ho sospirato e scosso la testa perché cotale scena stonava tantissimo ed era al limite della coerenza > Peccato perché grazie a Moril stavo riconsiderando quel finale di atto I).

Ma facciamo le cose come dio comanda, accontoniamo gli “appunti della suppy, frittomisto di un pò di tutto” e suddividiamo per “aree” da analizzare.

Gameplay & Rigiocabilità:
Meccaniche di gioco rivedute, corrette e ottimizzate per pad (la mammina sua!) purtroppo non posso fare un confronto col The Witcho 2 per pc “original”, se non gira non mi gira ci posso far poco -.-
Partiamo dalla noiosa parte riguardante menù e affini, per poi concentrarci sul sistema di combattimento che è quello che interessa a tutti.

I menù sono 2, lo start ovvero freccina destra (>) in the middle of the pad, ti da una lista con i classici salva-carica, opzioni-torna;
Il fratello di sinistra invece apre il menù di gioco (inventario, diario e amicizie sue) scelta un po' strana e scomoda ma in soldoni funziona, d’altro canto la parte sinistra è quella un po' meno usata.
Il menù è suddiviso in 4 tab principali che si scorrono coi grilletti, mentre i dorsalini servono per muoversi dentro ai tab interni; ogni volta che “dorsalate” aspettatevi un istante di schermata nera e poi il menù apparirà > il tutto è fastidiosamente fastidioso e lento, ma d’altro canto non vi serve quasi mai nelle parti coincitate (salvo che non aggiorniate gli shortcut); stessa cosa accade ogni tanto scorrendo le ennemila (dubbie) voci del diario.
Il punto più macchinoso forse è proprio l’inventario, diviso per categorie (nonostante non capisca perché dividere tra bombe e pugnalini, utili pure il giusto) che scorrerete coi santi dorsali mettendoci a volte un pò per raggiungere certe sezioni.
Inventario che abbonda di cianfrusaglie inutili e altri oggetti dubbi che non sapete dove minchia li avete presi; il tutto rigorosamente non ordinabile come pare a voi.

In ogni caso preparatevi a perdere una delle vostre adorate spade (tra quelle conficcate in bocca ai draghi e quelle gentilmente rubate dal buzzuro serpentato) e quindi talvolta dovrete andare dall’artigiano di turno a farvele rifare previa ricetta e materiali (non sono un amante del crafting, però per avere alcune armature&co è l’unico metodo, risultato? Ho sempre il magazzino che scoppia, sia santificato il magazzino).
Comunque la crafting part è abbastanza ben gestita e funzionale, nonostante sia fastidioso dover andare dall’artigiano di turno per certe cose, oppure trovare la ricetta giusta tra i vari mercanti (talvolta a causa dei ritardi di caricamente starete lì come pali ad aspettare che il gentil artigiano spunti [Geralt comprati un paio di pinze!]).

E ora combattiamo!
Rispetto al primo witcho questo è molto action e poco tattico, infatti non ci sono stili o macchinazioni contorte varie, si fa tutto con due pulsanti uno per l’attacco veloce ma debole, e uno per il potente ma lento. Se poi osate giocare in facile perché delle sfide e dei combattimenti di ore non ve ne frega un tubo (mi dicono dalla regia che poi la encha è pure più calibrata e semplice) allora sarà davvero un hack&slash in cui usare la testa ogni tanto (disgraziatamente ha i tasti leggermente diversi da DW e più di una volta ho cassato amabilmente). Con A andrete giù di attacchi rapidi, coreografici, ma che fanno ben poco; con la bluastra X mazzolerete gli avversarsi più ostici e corazzati; con Y lancerete il segno predefinito (ne avete 5, utilizzabili fin dal principio *sguardo truce della suppy --> un tempo c’era il brivido dello sblocco*) scelto dal dorsale sinistro (vi si aprirà un buon vecchio menù rapido circolare, che rallenterà l’azione ma non la fermerà); mentre con B ruzzolarete a destra e sinistra come delle trottole (la suppy non conosce la parata, 5° dogma della buzzurra degli rpg [salva sempre l’elfo, indipendentemente da quanto è gaio, cazzone o guercio è la 3°]); RB userete il pugnalozzo o la bomba predefinita (scelta sempre da menù rapido) e tenendo premuto mirerete usando l’odiato stick analogico; RT per parare (avanti, dietro e er buco del culo --> scherzateci ma prima o poi accadrà, qualcuno di dubbio sesso zomperà addosso a Geralt, lo Witcho sciupafemmine); e LT per scegliere quale sfigato nemico seguire con la telecamera (potete sempre shiftare e sceglierlo, anche perché talvolta ucciso uno tende a mirarvi a quello più lontano e scomodo -.-) utile pure per capire da dove sbucherà il mostriciattolo che vi ha cambiato la colonna sonora. Coi direzionali scegliete quale spada impugnare (talvolta Geraldino è un pò lento di mano, vergogna!) o su per lanciare l’attacco faigo uccidi-nemici-in-un-sol-colpo se non te lo brucia senza motivo.

Tutto sommato i tasti sono comodi, salvo il medaglione che si attiva premendo l’analogico, ma è ovvio che i puristi del genere troveranno il sistema poco tattico e molto action; d’altro canto per loro c’è la modalità oscura, divertitevi a passare ore contro un nekker, io sinceramente preferisco racappezzarmi nella catastrofica vicenda qui narrata a pezzettini.

E' possibile anhe fare un GAME OVER a 5 minuti dall'inizio
Ci sono 16 spezzoni possibili per il finale (che in soldoni è uno con queste 16 possiblità che si alternano a seconda delle scelte) e quasi tutte le quest hanno un modo per svolgerla veloce (senza scoprire troppo e prendendo meno exp) e un modo più approfondito per svelare tutti i risvolti della faccenda (talvolta comici, talvolta inutili); ci sono poi i vari intermezzini e mini-video che si sbloccano a seconda delle scelte e che vanno ad arricchire la stermianta lista degli extra (così potete vederveli quando vi pare).
Carina anche l’idea, se pur poco usata, di impersonare talvolta uno dei personaggi di contorno invece che sempre Geralt; si va dal re di turno, a Triss, a un pò di morti tormentati vari (il pezzo forse reso peggio).
Fortunatamente i CD hanno gestito i 50 obbiettivi in modo da far si che si sblocchino quasi tutti proseguendo con la trama e non atrocità come “colleziona tutte le armi del gioco” (p.s. in effetti visto il peso esoso di certi oggetti forse il massimo base trasportabile da Geralt sarebbe da rivedere) utili solo a farti venire il latte alle ginocchia.
Restando un attimino in modalità confronto, the witcher è un gioco che dal suo inizio alla sua fine, usa benissimo i modaioli quick time event (anche se i mini-giochi, per quanto mi interessino, sarebbero da rivedere e ampliare) senza proprinarteli troppo o facendoli troppo complessi (se poi proprio gli odiate in modalità facile ve li fa in auto quasi tutti); insomma sono ben bilanciati.

Grafica:
L’xbox non regge il confronto col pc, c’è chi dice che più o meno è un pc in configurazione media, chi in alta con alcuni accorgimenti; io l’ho trovata valida per l’xbox, dettagliata e ben fatta salvo appunto per le texture che ogni tanto appaiono a metà della riga di dialogo (se poi iniziate a saltarle perché le avete già sentite... la console vi odierà); ritardo comunque esecrabile ma minimo, non accadrà come in altri mal fatti giochi (Last Remnat resterà nella storia) in cui avrete tutto bello dettagliato a fine dei dialoghi (se vi va bene).
Il livello di dettagli è apprezzabile, ma tra la palette di colori abbastanza cupozza e l’effetto “sfumacchioso” non mi ha fatto gridare al miracolo (per intenderci, rende molto meglio Magna Carta 2 nonostante tra i due ci sia un abisso); al tutto vanno sommati i “lampi neri” che ogni tanto appaiono e alle spade che talvolta fendono il vuoto (e attraversano gli alberi).

Il porting è di certo ben fatto e curato, la colpa è principalmente della console e ma io che ci posso fare...? Anche l’occhio vuole la sua parte e in larga parte è soddisfatto, ma talvolta preferirebbe non vedere alcuni particolari.
L’edizione enchanted ha in più anche alcuni videozzi di intermezzo che servirebbero a capire un pò meglio la faccenda, carini e utili ma anche quelli non fanno gridare al miracolo (quasi preferivo tutti video generati lì per lì, anche se c’è ne sono già tanti, ma almeno era più omogeneo).

Come già accennato le ambientazioni sono un pò spoglie, certo nelle foreste ci sono gli alberi e l’erbetta ma più che altro servono a celare il nemico che però viene amabilmente messo nel mirino appena si avvicina; in realtà più che spoglie direi monotone visto che rispetto al primo the witcher c’è la metà delle location e in realtà non sono nemmeno così grandi come vorrebbero farvi credere.
Per tutto il gioco vi muoverete o per verdeggianti paludose foreste, o città mediavali sporche (oppure accampamenti sporchi) o qualche montanara rovina; la cosa fastidiosa è che in pochi minuti girerete tutta la mappa, arrivando dal folto della foresta al centro città in pochissimo tempo quando di solito, in rpg e simili, trovare segni di civiltà dopo essersi cacciati in qualche quest secondaria inculata è un impresa (magari un pò è complice anche la telecamera).

La cosa più irritante però sono state le mappe, visivamente carine ma totalmente inutili il più delle volte; senza contare il puntatore delle quest che talvolta ti mandava per la strada sbagliata senza un motivo apparente, passi il “è qui!” lampeggiante su uno spazio totalmente vuoto senza npc con cui interagire, causato dal fatto che cotale persona si trova al piano di sopra, ma più di una volta sono entrata in un posto per poi vedermi dire che dovevo uscire, per poi puntarmi da un’altra parte, ma anche quella non dava a nulla e poi apparire nel vuoto più totale ecc... (Vergen la darei alle fiamme coi suoi cunicoli maledetti).

Oltre al puntatore che va ogni tanto dove gli pare c’è da segnalare anche la mini-mappa che talvolta sbaglia dove sei, mini-mappa che in più di un caso non è visibile in full mode da menù (senza contare le location inculate che in realtà non appaiono sulla mappa generale) anzi talvolta se osi zoomare come risultato vedi solo le casine disegnate più sfumate oppure, molto utile, la mappa generale degli stati (ma che carini tutti colorati!).
Il senso di quest’ultima? Mi sfugge ancora oggi, fortunatamente dopo un pò, se si ha voglia di girare senza meta, ci si impratichisce con la zona e nessuna mappa vi serve più.

La Sabrina "1.0"
L'ultimo punto "grafico", personalissimo, è la piccola rivoluzione accaduta ai vecchi personaggi.
Geralt, o spelacchiato protagonista, ci ha un minimo guadagnato, ha più armature e armi il cui utilizzo influisce direttamente sull’aspetto (guanti e stivalacci compresi) inoltre gli puoi cambiare pettinatura (Fable copy?? Why? Ma va beh!!) ma in media tutti quanti hanno subito un processo di grottesco imbruttimenti, dai protagonisti, agli abitanti anonimi, alle città.

Uno dei casi più eclatanti credo sia stata Sabrina Glevissig che nel primo era una zoccolona da SexCard non che prima mini-espansione-quest. Allora aveva i capelli castani, cerchietto in testa e pettinatura retrò con crocchia; guanti lunghi, mini vestito scosciato con tette al vento; non era propriamente una gran zoccola o una bellezza sublime (ovviamente tra 1 e 2 c’è stata una rivoluzione grafica, come è giusto che sia) però aveva un suo perché ma cosa più preoccupante... è impossibile riconoscerla nel seguito! Sabrina del 2 è una delle protagoniste del secondo atto, però ha un vestito abbastanza standardizzato con le altre maghe della Loggia (lungo, scollato e abbastanza anonimo) con un girocollo da invalida, occhi spenti da drogata depressa e un chilo di ombretto e eyeliner, capelli rossi scompigliati stretti in una coda. Insomma più che la maga cazzuta pare ‘na madre un attimo prima di una crisi di nervi (che per sfogarsi da fuoco un pò a tutto).

La nuova, identiche, eh!?
La vecchia Triss ricordava più la rossa standard di the sims sempre il più svestita possibile in barba alla gravità, ma per lo meno cambiava abito spesso e i suoi lunghi svolazzanti capelli rossi se li ricordava chiunque, invece nel seguito ha due ridicolissime crocchiette coreane alla Pucca e un vestito complesso a più pezzi che sa più di giullare che di consigliera di corte. In breve passa da elegante zoccolona a mercenaria in pelle (ma per lo meno ha guadagnato in natura, è formosa ma anche più proporzionata e non pare più un anoressica).

Parlando di Triss e le altre conquiste del bel protagonista c’è da segnalare che le scene di sesso (se pur ripetitive per le battone) non sono state censurate come nel vecchio ma sono decisamente esplicite, ma d’altro canto molti dialoghi sono stati involgariti con insulti e scurrilità random talvolta privi di motivazione, ma si sa... queste cose fanno vendere.

Quindi in definitiva, non è tutto oro ciò che luccica, ma The Witcher sa difendersi, sopratutto nell’ambiente xbox, basta... saperlo prendere per il lato giusto.

Trama:
Non avrei mai pensato di dirlo, non per il seguito del contorto e impressionante The Witcher, ma mentre i difetti detti prima si possono ignorare e passarci sopra con una risatina sarcastica... sulla trama si inciampa un pò troppe volte per i miei gusti.

E’ fin troppo dispersiva e come già detto, benchè anche nel primo una delle domande centrali non trovasse risposta, quando nel 2 spuntano i titoli di coda vedi solo un grosso punto interrogativo.
Vuoi che sia a causa delle quest secondarie che non si legano minimamente tra loro (nel primo ogni tanto capitava si incrociare più sottotrame) che al massimo di colpo falliscono perché sei andato troppo avanti con le quest principali; o delle quest principali che poi non hanno molta logica, di cui molte vanno avanti automaticamente solo facendone un’altra e di poi finisci 20mila quest in un colpo solo.
Mentre posso apprezzare il fatto che alcune quest si concludano nell’atto successivo (essendo solo 3 atti poi sono davvero casi eccezionali) ho finito con l’odiare la scritta “attendi futuri sviluppi” come ormai odio le false scelte dissemitate qua e là, insomma che tu ti allei con uno o tradisci qualcun’altro il risultato è lo stesso e al massimo vedrai 3 sec di spezzone di finale diverso -.-
La cosa triste è questa, le tue scelte (anche quando valgono) non le puoi vivere perché sei già andato in un’altra location lontana lontana.

La trama traballa tra Geralt che vuole riavere i suoi ricordi, ripulire il suo nome ed un fritto misto di sentimenti dall’umanità, all’amicizia, all’amore anche se spesso ci si trova a scegliere a casaccio invece che ponderando i pro e i contro (anche perché spesso di chi ti pone la domanda si sa poco o nulla).
Così l’iracondo witcher in cerca della sua maga spende un intero atto a cancellare una maledizione, come il suo lavoro comanderebbe anche se magari 5 sec dopo cede ai sentimenti e massacra il campo nemico solo per tirarla fuori dalla prigionia.
E dopo tutto questo, indipendentemente dalle dolci parole che le avete regalato (o meno) potrete mandarla a quel paese o saltarle addosso... Figlio mio, sei la coerenza fatta a persona!.
Però il vero problema sono i punti oscuri, che via via si fanno sempre più oscuri e di certo il boss finale che ti spiattella tutto in un ora di dialogo non aiuta... Cari sviluppatori vi eravate dimenticati qualcosa per la strada? Siete arrivati infondo e vi siete accorti che “o cazzo non abbiamo spiegato nulla, e ora!?”.

Il terzo e ultimo atto, conclusione del tutto e unico allocato nell’ultimo disco, è il peggio riuscito.
Non solo lo puoi completare in 2 ore scarse, intervallando combattimenti a dialoghi lungogerrimi a ‘mo di riassuntone, ma cade nel vuoto più totale sia che tu ascolti o meno tutte le righe finali di Letho, quando appare all’orizzonte il finale ti cadono le braccia ma stranamente, sarà la sensazione amara di presa in giro che ti ritrovi in bocca, la voglia di comprare il seguito non ti attanaglia (al massimo riesci a trascinarti in un new game, in cui ricomincerai da capo al liv.1 non essendoci un new game+, per fare la route che ti manca).

In realtà tutto il 3° atto ti da la sensazione di doversi sbrigare, velocità, corsa verso uno spettacolare finale che però non c’è.
Ovviamente resta la problematica delle scelte illogiche e della caraterizzazione dei personaggi persa per la strada, come gioco non è malvagio ma non mi sono mai piaciuti i finali a cui serve per forza un seguito per capirci qualcosa, mi può andar bene il “se non hai letto i romanzi, alcune cose non le cogli” però c’è un limite anche a questo (soprattutto quando hai un diario che straborda e si aggiorna di continuo con vuote ed inutili parole).

Sonoro:
L’unica cosa che riuscii a godermi ai tempi dell’uscita di the witcher 2 fu proprio l’audio, in particolare la theme song del menù principale (che tutt’ora adoro) perché dal punto di vista visivo era solo un perenne insulto da parte del pc che si stava liquefacendo.
Anche in questo seguito il sonoro resta evocativo e molto tradizionale, se pur originale.
La punta di diamante resta il doppiaggio (anche se nel mio pellegrinare random cambiando l’audio in francese o tedesco un paio di volte ho ridacchiato) anche se mancano metà delle lingue presenti nel predecessore, compreso il polacco originale.
C’è chi si lamenta che il doppiaggio è talmente ben fatto che la poca espressività polacca dei protagonisti stona... Mi pare una gran cazzata, è vero, a volte Geralt lancia dubbie occhiate che non si capiscono, oppure sta 5 sec impalato a fissare il vuoto... ma va beh! Non mi pare che l’abbiano fatto totalmente inespressivo, disgraziatamente è un personaggio calmo e tranquillo, umano il giusto. Se volete vedere un isterico beh... guardate i due tra cui dovete scegliere nel primo atto!.

D’altro canto nemmeno il sonoro riesce a vincere su tutti i fronti e ha i suoi difettucci, se da un parte è apprezzabile che se tizio si allontana diventa sempre più difficile sentirlo (durante gli spartani dialoghi mentre si esplorara, che talvolta vengono pure tranciati se arrivi troppo presto al successivo point) è anche vero che talvolta l’audio ha delle impennate spaventose oppure l’opposto; questo sia nei suoni durante la battaglia, in cui magari la bestia di turno, che stavi mazzolando da 1 ora, ti tira un urlo improvvisamente troppo alto (o magari senti lo scontro 3 gallerie sopra come se fosse davanti ai tuoi occhi) oppure nei dialoghi “cinematrografici” in cui in diversi casi non si sente la voce dell’interlocutore soppressa dalla musica di sottofondo.
Difettucci trascurabili, che forse non si notano nemmeno a tenere l’audio da casse invece delle cuffie (ma disgraziatamente se stacco le cuffie mi sentono per due piani, anche se tengo regolarmente l’audio tra 6-8).

Ho ascoltato un pò così allo scazzo il già citato cd soundtrack gentilmente incluso nella confezione da morti di fame (oooh dark ediction, tu che sei alta nei cieli....) e seppur le canzoni siano carine, a differenza di altri (anche dal budget inferiore come Chaos Ring) non mi restano particolarmente in testa.
Carine, funzionali ma niente di indimenticabile (un pò come il primo d’altronde). Ovviamente non si parla dell’ultima hit pop che fa miliarmi, ma ad esempio per l’intro del disastrogerrimo Dragon Age 2 mi sono presa la briga di tirar fuori la canzone e metterla sull’ipod, ed ogni tanto mi capita di sentirla.

Contenuti:
La versione da poveri~
Siano santificati i CD, visto che tengono in media un prezzo concorrenziale per qualcosa che non è solo un disco in una scatola di cartone (vago riferimento al NWN2, grossa scatola con dentro un foglietto con scritto “manuale nel disco” e una infima custodina di carta col disco dentro; 50€ a suo tempo -.-).

Ricordo che io non posso metter bocca sul primo the witcher “liscio” uscito, in vita mia ho avuto per le mani solo l’1 encha, il 2 da pc e questo da xbox (entrambi nell’edizione meno costosa).
Il primo enchanted, oltre ad essere la versione definitiva, patchata, aggiornata e tutto, conteneva un manualetto di 110pg stile aiuto per le quest, la colonna sonora, un romanzetto, la mappa e un fritto misto di immagini di preparazione, special e amicizia.
Il secondo per pc, la cui ‘sta ceppa ediction fa le paste a qualsiasi altra, nella versione poco costosa detta “premium”, aveva il manualetto come il precedente, la colonna sonora, la mappa, un manualetto per settarlo al meglio, un fac simile lettera, dei personaggi di carta da montare e un’altra cosa che non mi ricordo (XD).
L’enchanted pc-xbox ha il manualetto, la mappa, la colonna sonora e tanta voglia di crescere (la t-shirt suppongo non fosse d’obbligo per tutti i rivenditori).

La Black "staceppa" tutta prenotata mesi prima dell'uscita
Quest’ultimo manualetto, che un pò puzza di vecchio con l’aggiunta infondo delle nuove missioncine, ha il difetto di avere talvolta alcuni frammenti ripetuti o mancanti (assai rari) ma soprattutto è uguale sia per pc che per xbox questo vuol dire che saltuariamente ti ventilava la possibilità che se nel primo The Witcher avevi fatto una certa cosa allora sarebbe andata così.
Ovviamente la versione xbox non permette di importare un vecchio save da pc, e suppongo che quelle parti siano state proprio tagliate, però ci sono rimasta un pò male, anche perché già avevo notato in alcuni dialoghi che la vecchia trama era stata fixata in una versione che non era proprio la mia preferita.
Insomma, una volta finito il gioco mi sarebbe piaciuto che tra gli extra si sblocasse la possibilità di “scegliere” cosa si era fatto nel predecessore, proprio una scrausa serie di flag e domande “hai aperto il culo all’ordine della rosa fiammeggiante? Si/No” et simili, così la rigiocabilità sarebbe aumentata, soprattutto per i vecchi fan.

Comunque, da sempre the witcher ha qualche contenuto in più, non è solo un disco in una confezione ed è una cosa che mi è sempre piaciuta, nonostante non si tratti di niente di eccezionale però quel qualcosa in più, per quanto sia un cd di mp3 e qualche pagina stampata, da un valore aggiunto a tutto il pacchetto.

In definitiva:
In realtà volevo elogiare largamente questo prodotto, mettendo però in risalto i difetti... Purtroppo la natura umana vuole che a criticare sian bravi tutti mentre per i complimenti è tutto un altro paio di maniche.

Va beh, resta comunque un gioco valido nonostante la delusione finale; nonostante abbia detto peste e corna in media mi è piaciuto e mi sono divertita a finirlo 3 volte e mezza (mezza xkè ho solo rifatto un paio di punti per sbloccare un finaletto o un obbiettivo).
The witcher 2 non è un 1 migliorato graficamente con una nuova storia, è più un prodotto che striza l’occhio alla massa e al genere action, esagerando ogni tanto.
Questo però ha fatto si che uscisse una versione da console, valida e ben fatta soprattutto visti i brevi tempi, ma se The Witcher 2 è un pilastro per l’xbox, un gioco coi contro cazzi, si perde un pò guardandolo in un ottica più generale.
E’ un buon rpg, valido e rigiocabile, ma non è riuscito nuovamente a creare l’atmosfera da piccolo miracolo scoccata dall’1 e tristemente uno dei punti più carenti è proprio la trama confusa e mal gestita.

D’altro canto sono tutti pareri personali, lungi da me l’essere uno sviluppatore di videogame o una matta che conta i frame e si ferma a guardare la luce che filtra dalle fronde virtuali.
Brillando un pò di luce riflessa del precedente, the witcher 2 è un rpg che sicuramente piacerà alle new entry, se pur lasciandole un pò spiazzate e confuse, e che in media non dispiacerà nemmeno ai fan, se pur con qualche riserva.
Purtroppo la perfezione non esiste a questo mondo.

+ è un the witcher, i personaggi e l’ambientazione fanno sempre la loro porca figura
- anche se in questo caso è tutto un gran caos
+ libertà di azione e decisione, tanti finali, tante scelte e tante scene
- anche se talvolta è tutta apparenza e A o B portano allo stesso risultato + bel sonoro e grafica di tutto rispetto - ma talvolta zoppicante (almeno su xbox)
+ resta comunque un porting coi contro attributi
- ma l’adattamento spagna-italia ogni tanto scazza
+ comandi facili alla portata di tutti insieme a un ottima difficoltà a scalare
- forse anche troppo facili, la nuova telecamera non è perfetta e il puntatore fa pena
+ meri gusti personali, lavaggi del cervello vari
- la suppy ha seri problemi mentali e regolette non scritte

Risultato? Per me The Witcher® 2: Assassins of Kings Enhanced Edition
è un gioco da 7.5, carino ma... solo carino.

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