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giovedì 29 settembre 2011

Genkaku Picasso [Recensione]


Ecco un’altra serie che si è conclusa di recente, per un totale di 3 volumi in un edizione assoluamente atipica per la starcomics.
Non so se sia la crisi, o la moda di fare le reidizioni, ma la star ha iniziato a far uscire alcune serie (vecchie o nuove) con sovracopertina e pagine a colori inoltre, tutto sommato, il prezzo non è eccessivo (Picasso costa 5.90€ per intenderci).
Certo l’edizione “di lusso” è lungi dall’essere quella della j-pop, principalmente a causa della copertina sottilissima tanto da sembrare un foglio da risma economica, però ogni volume di Picasso si apre con una pagina doppia, stile mini poster, da aprire e ammirare, e diciamo che è stata un idea carina.

Picasso è un manga di nicchia, fatto da un autore di nicchia, ma uscito su Jump ed è quindi un caso un po' più particolare.
Ammetto che avevo già messo gli occhi su questa opera dopo aver letto 51 modi per salvarla, edito dalla Ronin e sempre di Furuya.
51 a suo tempo non lo comprai per l’autore, i disegni o chi sa quale motivo ma solo perché a suo tempo uscì a seguito di una strana coincidenza, ovvero avevo visto da poco un documentario su quella tragedia.
Tutto sommato non fu una esperienza malvagia, anche se alcuni cataclismi erano ripetitivi o eccessivi e in effetti ristagnava un po' nei volumi centrali, a conti fatti 51 mi piacque.

Le due serie hanno un fattore comune, ovvero la maturazione del protagonista; da una parte abbiamo una gotica immatura (che in effetti ricorda un po' un’altro personaggio di Picasso) e un ragazzo fin troppo inquadrato e fissato col essere integerrimo e perfetto, dall’altra abbiamo uno studente asociale fissato con Leonardo da Vinci ed il disegno accompagnato l’unica che gli parla che vorrebbe fare la psicologa.
Anche l’ambientazione, sempre semi contemporanea, ha diversi punti in comune tra le due serie, ma Picasso ha decisamente un tocco più “fantasy” mentre 51 è molto terra-terra, anzi all'inizio quasi una vera e propria guida ai terremoti.

Ammetto di non conoscere benissimo l’autore, ho visto che molti si sono lamentati di 51 e Picasso principalmente per i disegni troppo schematici soprattutto nei volti che in media si assomigliano... a me non hanno fatto particolarmente schifo, anzi il tanto criticato effetto “disegno” di alcune scene (in cui appunto Picasso finisce nei suoi disegni) l’ho trovato un idea carina e azzeccata.
Poi le critiche dei “fan” dell’autore si lamentavano anche del fatto, che a detta loro, le storie sono piu’ frettolose e immature con meno analisi dei personaggi rispetto ad altre sue opere...
Sinceramente, e lo ripeto non sono un esperta di questo autore, secondo me queste emerite testine di *bip*  che sparano commenti a 0 lo fanno per un solo e unico motivo: il loro amato autore di nicchia, che faceva fighi leggere perché nessuno lo leggeva, sia in italia che in patria inizia ad avere un certo successo e quindi ora va disprezzato perché si è venduto.
Beh il mondo è pieno di poveri idioti, tutto sommato a me non dispiace ho leggiucchiato le altre opere “nicchiose” e non ci ho visto tutta ‘sta grande differenza abissale.

Tornando a Picasso stesso la storia all’incirca è questa:
Hikari Hanamura odia il suo soprannome Picasso, sia perché deriva dalla sua figuraccia appena entrato a scuola (in cui scrisse HikaSU invece di Hikari, Hikasu -> Picasso si scrivono simili in JP) sia perché preferisce il preciso Leonardo da Vinci all’astratto artista cubista.
Non socializza particolarmente e adora starsene nel suo angolino a disegnare, ha pure un club in riva al fiume la cui principale attività è disegnare l’acqua e di cui gli unici membri sono lui e Chiaki -l’unica ragazza definibile come sua amica.

Un giorno qualunque, dopo aver ricevuto in dono “l’anima di Chiaki” da quest’ultima (visto che Picasso non può disegnarla), un elicottero si schianta su di loro uccidendo lei sul colpo e ferendo gravemente lui.
Incredulo e ancora sotto shock Picasso torna a scuola e lì scopre che la sua amica non è propriamente morta, ma si è trasformata in una specie di angioletto in miniatura che lo guiderà nella sua nuova missione.

Picasso è ancora vivo solo perché l’altra in punto di morte ha pregato ogni dio immaginabile di salvarlo, ma ora lui per campare deve aiutare gli altri o marcirà.
Per aiutarli gli basta disegnare (freneticamente) l’immagine che vede riflessa nell’aura nera che circonda alcuni suoi compagni, esaminare il folle disegno che ha creato e cercare di risolvere il problema irrisolto dell’altro.
Così, ovviamente, inizierà a farsi degli amici, che lo credono un pò un maniaco, un pò un tipo strano, un pò un cucciolotto e col tempo dovrà anche risolvere i suoi stessi problemi.

Come 51 anche questa serie, se pur in misura minore, è un po' lenta e un po' stagnante in alcuni punti... non tanto perché le tematiche si ripetano, ma più che altro perché sono un po' troppe le persone da salvare con un metodo ormai già abusato e che poi risultano anche avere ben poca utilità alla trama.
Ho trovato il finale bellissimo e azzeccatissimo per quanto triste, però è uno di quei bei finali degni di tale nome perché ogni singola domanda ha un risposta e allo stesso tempo non è eccessivamente sentimentalone, buonista o poco originale.
Certo i volumi sono un pò alti, scomodi da leggere (e anche costosi per essere star comics), però l’opera merita perché è senza peli sulla lingua e non ha paura a buttarti giù tematiche come il sadomaso accostate a una specie di clone comico-presa in giro di Evangelion, oppure problemi di sessualità di alcuni personaggi e traumi infantili.
Certo se cercate un mainstream tutto scontri e schianti qui non c’è niente del genere, in media è un opera principalmente celebrale e riflessiva, non è nemmeno un manga per tutti però sinceramente fossi in voi io un occhiatina almeno al primo volume gliela darei.

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