Top Menu

Lezhin sotto inchiesta [parte 1]

Salve a tutti, prima di iniziare a parlare effettivamente di questa faccenda voglio mettere in chiaro alcune cose: tutto quello che dirò qui (e nei post collegati) è il frutto di mie ricerche personali e della mia personalissima opinione; in breve: quello che dico non è insindacabile e potrei commettere degli errori.
Ho deciso di imbarcarmi in questa catastrofica impresa perché la cosa è diventata nota anche da noi e ho notato che molti parlano per sentito dire e/o in “googletranslatiano”; io odio le cose sciatte e lo spargere disinformazione giusto per fare clickbaiting.
Mi scuso in anticipo per eventuali terminologie strane da addetto ai lavoro o, semplicemente, da “a forza di leggere roba in lingue straniere e la mia padronanza dell’italiano è andata a farsi benedire”.
L’ho definita “catastrofica impresa” perché la vicenda è contorta e, nel momento in cui scrivo, ha avuto più di 2 mesi per crescere e diventare un gomitolo di cui non si trovano più gli estremi.
Non è qualcosa che si possa riassumere in un posto di un centinaio di righe (c’è di una realtà variegata per di più estera e “poco conosciuta” come la Corea del Sud) e per questo farò una serie di post –anche perché la vicenda non si è ancora conclusa, per cui ci saranno di sicuro degli sviluppi futuri di cui dovrò parlare (ma vi avviso subito che aspetterò di avere abbastanza materiale, e le idee abbastanza chiare, prima di parlare di essi).

Vi avviso subito che questa prima parte è una sorta di prefazione alle altre, per cui parlerò poco della “caso Lezhin” e sarà più una lezione su come funziona/funzionava l’editoria.
Raccogliendo informazioni (soprattutto dopo aver visto un video shareato dalla Koogi) ho notato che c’è una certa confusione in giro e trovo abbia poco senso parlare di come un editore sfrutti i suoi autori se la persona con cui state parlando non ha la più pallida idea di come funzioni la cosa.
Concludo questa parte ammettendo di essere un po’ cinica, acida e insensibile in alcuni punti, ma preferisco essere sincera invece di nascondermi dietro frasi di circostanza (la situazione è già abbastanza complicata di suo).
Giusto per farvi capire che aria tira: ammettiamo tutti che la stragrande maggioranza delle persone che si stanno interessando alla faccenda lo fanno solo perché la J-Pop a portato in Italia Killing Stalking, se fosse successo qualche anno fa probabilmente non avreste trovato un articolo italiano da nessuna parte (e ripeto: è una cosa scoppiata MESI fa)
Se proprio mi trovate insopportabile cito e linko tutte le fonti da cui ho preso le informazioni, quindi potete farvi la vostra idea personale senza star a leggere quello che scrivo.

Il magico m*****o mondo dell’editoria
La persona che sta scrivendo questo post ha una qualifica di redattore, ha lavorato per un po’ ne l’ambiente, ha conseguito una laurea in scienze della comunicazione e ha avuto un minimo a che fare con una realtà simile a quella della Lezhin.
Non sono la più grande esperta del mondo, ma questo passa il convento e tutto sommato un minimo so di cosa parlo e ho tanta buona volontà di fare un post lo meno decente.
Detto questo: l’editoria fa schifo e fa schifo da sempre.
Per farvi capire già ai tempi di Shakespeare un autore aveva vita dura (parlo di teatro perché è un esempio che calza a pennello, se dovessi parlare dell’editoria ci faremo notte > eventuali storici del teatro non scandalizzatevi)
Nello specifico a quei tempi il drammaturgo di turno scriveva la sua sceneggiatura, andava da una compagnia e la vendeva, ma non era una cosa tipo: “ho scritto Le Nozze di Figaro” “mi piace, eccoti 20 sterline”.
Il grosso del compenso (o l’interezza di esso) percepito dal drammaturgo era una percentuale su l’incasso, tolte le spese, della seconda serata dello spettacolo per cui se la prima andava malissimo di fatto il poveraccio non vedeva un soldo.
Oltre alla beffa, una volta venduto il dramma a una compagnia restava a essa (quindi la compagnia poteva rispolverarla anni dopo, se pensava che il mercato fosse pronta per essa) e in quanto di sua proprietà poteva stravolgere l’opera quanto gli pareva, vuoi per limiti spaziali e/o economici, vuoi perché erano semplicemente degli stronzi.
Ovviamente un autore già affermato aveva un trattamento di favore, allora come adesso, ma la vita era comunque dura e, a voler proprio essere sinceri, se eri bravo nel tuo lavoro la compagnia più forte tendeva ad avere l’esclusiva su un drammaturgo (anche Shakespeare era praticamente di proprietà della compagnia in cui lavorata)

Non posso parlare di come funzioni l’editoria dei fumetti italiani, la mia specializzazione era la narrativa e ho lavorato in ambito fumettistico solo come “curatrice” di opere estere.
Posso parlarvi di come generalmente funzionino i contratti in narrativa per gli autori emergenti, ma non è detto che sia uguale a ciò che viene proposto a un fumettista italiano; se per caso qualcuno di quest’ultima categoria sta leggendo mi farebbe un grande favore condividendo la sua esperienza, che di sicuro è più inerente.
Ricordo comunque a tutti che la Lezhin pubblica su un portale online e, a quanto mi risulta, non esiste nulla di simile da noi per cui non c’è una realtà italiana comparabile con quella in oggetto -e comunque l’Italia è l’Italia e la Corea e la Corea, ognuno fa le cose a modo suo (soprattutto in editoria).
In breve: in Italia l’autore emergente invia un file a una casa editrice, qualcuno ci butta un occhio e decide che vale la pena (sempre che non sia un raccomandato), dopo (si spera) averci lavorato un po’ sopra il volume viene stampato e (si spera) distribuito.
Quanto pensate prenda un autore rispetto al prezzo di copertina? Il 10%.
Lo so sembra uno schifo e in effetti avete ragione e ovviamente gli autori famosi ricevono un trattamento migliore, ma dovete tenere conto che mediamente:
- il 15% del prezzo di copertina è un’aggiunta extra dovuta al fatto che ormai ovunque fanno il 15% di sconto sui libri e ovviamente l’editore non può rimetterci (ringraziate i centri commerciali per questo)
- un buon 50% va direttamente in tasca al tipografo e al distributore (soprattutto quest’ultimo) ma, come dicevo, parlo di editoria classica la Lezhin (come gli ebook, anche se in italia non hanno ben capito come funziona quel mercato) non ha di questi problemi.
Per farvi un esempio che forse tutti possono capire: come fa la Star Comics riesce a tenere i prezzi bassi? Perché oltre a pubblicare volumi si stampa e distribuisce tutto in casa, è un’unica grande azienda che fa tutto e quindi può ridurre i costi (anche perché a quel punto tipografia e distributore non hanno ragione di cercare di fottere più soldi possibile all’editore)
Tornando al discorso: alla fine più della metà del prezzo di copertina di un libro fisico difficilmente ritorna in casa editrice, che comunque deve pagare i suoi dipendenti/collaboratori a fine mese (in teoria), per cui dare circa il 10% a un autore emergente è il massimo che possono fisicamente fare senza rischiare la bancarotta.

Il “trattamento di favore” riservato agli autori famosi non è mero favoritismo ma un semplice calcolo di mercato: un autore famoso, anche se scrive una schifezza, vende un certo numero minimo di copie per cui è meno rischioso del puntare su un novellino.
Oltre a questo può capitare che quell’autore abbia già lavorato con quell’editore per cui entrambi sanno già quanto si possono fidare dell’altro (quanto il redattore rompe il cazzo, quanto l’autore è bravo a rispettare le scadenze, ecc…) mentre con un novellino tutto è un’incognita.
Inoltre, ammetto che le percentuali non sono esattamente quelle che ho detto, servono per farvi un’idea generale della situazione e comunque ogni caso è particolare perché ogni editore fa come vuole e si muove in base a chi è (o non è) l’autore per cui non c’è una regola assoluta.

Un piccolo consiglio per gli autori in ascolto:
In passato ho detto a più di una persona che se siete un autore e la vostra casa editrice vi da una percentuale decisamente alta e, ovviamente, il vostro libro è fisico, fatevi qualche scrupolo e controllate cosa fanno perché è mooooolto comune che alcune case editrici chiedano all’autore di pagare per essere pubblicato, con come bonus dei diritti d’autore altissimi.
In quei casi spesso e volentieri non fanno alcun lavoro: non rileggono il manoscritto, lo fanno impaginare in automatico dal programma, ci schiantano una copertina già fatta e lo fanno stampare chissà dove e poi… semplicemente non lo distribuiscono, perché quella è la parte più rognosa del processo, e se lo tengono in magazzino (e chissà quante copie hanno stampato in realtà) perché tanto han già fatto pari con le spese grazie ai soldi dall’autore che magari si convince anche di aver fatto un acchiappo perché qualche soldo gli ritorna, ma non capisce che sono semplicemente i soldi degli amici/parenti che hanno comprato il libro.
Dio, ho visto anche libri senza ISBN e senza quel bel codicino ufficialmente il libro non esiste… ma sto andando pesantemente OT.

Tornando alla Lezhin
Quando si tratta della Lezhin ovviamente parlo di sentito dire e affini, non avendo mai lavorato per loro.
A quanto pare gli autori percepiscono il 30%, mentre il 70% va all’azienda.
Again, percentuali di merda, ma a fronte di quello che vi ho detto prima risultano meno sconvolgenti.
Certo, nel caso della Lezhin una volta comprati i server, aver creato il sito e aver tenuto qualche programmatore per gestire eventuali problemi e l’upload dei capitoli, non si hanno altre “spese di distribuzione” o contingenti per cui sì… potrebbero dare il 50% agli autori senza problemi.
Contate che comunque si tratta di una azienda, per cui il loro fine ultimo è fare soldi, e molti degli autori che hanno sono finiti lì grazie a concorsi indetti dalla Lezhin stessa, per cui si tratta di appassionati che magari non sanno nemmeno bene come funzioni l’ambiente ed erano accecati dall’idea di aver raggiunto il loro sogno, quindi, sì… la Lezhin gli incula allegramente con contratti di merda senza che se ne rendano conto.

A quanto ho capito, oltre a ricevere un compenso ridicolo, gli autori subiscono una pressione folle dall’azienda che ne sa una più del diavolo.
Se un autore non consegna entro 2 giorni prima della “pubblicazione” vengono decurtati del 9% delle vendite, il che significa che un autore può entrare in una spirare mortale: non pubblica, la sua serie ovviamente diventa meno popolare e questo abbassa le vendite > ogni mese perde il 9% dei guadagni > via via incassa sempre meno.
In realtà ci sarebbe da fare un discorso aggiuntivo sul fatto che perdere il 9% delle vendite totali possa risultare più deleterio del guadagnare il 21% per ogni capitolo quel mese, ma non ho sottomano il contratto e non so nemmeno come di preciso venga calcolato questo 9% (es. se un autore ha più serie in corso perde il 9% sul totale di tutte o singolarmente? Questo colpisce anche le vendite delle serie già concluse o solo di quelle “non uscite in tempo”?) per cui andiamo oltre.
L’altra cosa pessima di questo malus è che di fatto gli autori non possono ritardare nemmeno in caso di malattia, indipendentemente da quanto essa sia grave e se siano in ospedale o meno, se non consegnano vengono puniti e anche il concetto di “in tempo” non è specificato tanto bene per cui se un autore viene preso di mira per qualche motivo può comunque vedersi togliere una % degli incassi per motivi più o meno fantasiosi.
Oltre a questo, a quanto pare, la Lezhin fa la furba per quanto riguarda i diritti d’autore guadagnati all’estero e di fatto sono state queste discrepanze (non gli autori in protesta) che hanno dato inizio alla vicenda.
Tutto è partito nei primi di dicembre 2017, ma ne parlerò meglio nei prossimi post (che questo è già lungo) come anche di alcune delle affermazioni finali che ho fatto, come anche della blacklist, ecc...

Nel prossimo post, che dovrebbe uscire domani o al massimo entro lunedì, cercherò di riassumere più o meno tutto quello che è successo a dicembre.
Questo post è più che altro un’infarinatura generale di come funzionino le cose da noi e in Lezhin, devo anche controllare quale sia il salario minimo in Corea e un sacco di altre “roba noiosa” prima di andare avanti.
Lo so che questo post non serve a molto per qualcuno interessato unicamente a questo evento, ma spero che a qualcuno abbia fatto piacere saperne un po’ di più sul “magico” mondo dell’editoria.
Spero anche che sia risultato leggibile tutto quanto, rispetto al solito ho cercato di fare frasi più brevi e concise, oltre a non mettere tante immagini visto che è un argomento serio.
Se ci sono problemi, errori o cose che non vi tornano commentate pure, sia qui che sulla pagina facebook (anche perché l'idea di fare questi post è partita da lì~).


Copyright © La Crudele Rubrica di Elisa. Designed by OddThemes & SEO Wordpress Themes 2018