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giovedì 10 novembre 2016

Inu x Boku [recensione]

Ho comprato questa serie perché a suo tempo, quando iniziò l’anime, tutti ne parlavano tanto bene e tutto sommato mi ispirava.
Come al solito ero diffidente a comprare una serie in corso, memore della tragedia che fu per me Inuyasha, e quindi andò a finire che sul momento me ne dimenticai e mi tornò in mente solo quando uscì la tragica notizia della morte dell’autrice –a quel punto mi ripromisi di comprarla tutta in blocco quando fosse finita in italia, e così ho fatto.
Come ho già detto (in separata sede) ho sempre apprezzato che da noi la serie sia stata comprata più per uno strascico di fama dell’anime che per il triste destino dell’autrice, come invece è accaduto in altri paesi, ma allo stesso tempo è un opera che mi ha lasciato assai perplessa e per quanto mi sia sforzata di essere buona non sono riuscita a frenarmi dal scrivere questa recensione *muaa*
Visto che secondo me il punto più critico è la trama, uomo avvisato mezzo salvato, questa recensione sarà uno spoiler continuo per cui non leggetela se intendete comprare il manga o guardare l’anime, tutt’al più andate diretti in fondo al post dove tiro le somme -che non c’è *fufu*

Questo grande mondo che gira e va
I primi 2-3 volumi del manga sono stati davvero duri da leggere, tanto che ci ho messo come minimo due settimane (il resto è filato più o meno liscio e l’ho letto tutto in qualche giorno)
Suppongo che ciò sia più che altro a causa mia, non sono materiale da shojo (guarda che è uno shonen > non l'avrei mai detto 0.o) e per quanto potessi apprezzare i disegni erano davvero troppo votati al fanservice per i miei gusti.
La protagonista dovrebbe essere una ragazzina timida e chiusa e va in giro praticamente svestita con le autoreggenti in primo piano, oook XD > tutta l’opera non è molto coerente per cui non soffermiamoci troppo su questa cosa.
Come ho già accennato in un post su facebook le relazioni in questo manga sono spesso trattate con incredibile superficialità (e per assurdo, per quanto apprezzi i momenti più maturi, mi fanno imbestialire il doppio visto che sono seguiti da robaccia) per cui la mia prima impressione è stata quella di avere per le mani un manga senza senso, uno shojo (è uno shonen!) che usava la componente fantasy solo per distinguersi dalla massa, e in cui (per di più) la coppia principale si forma subito e in maniera assai randomica.
Temevo che una volta che quei due imbecilli di protagonisti, caratterizzati come delle figurine Panini (e con tante buone idee buttate nel cesso, tipo il triste passato da gigolò di Soshi), avrei dovuto continuare a leggere 10 volumi di ministorie incentrate sulle altre coppiette presenti (pensiero scaturito dai capitoli immediatamente successivi) e invece... è accaduto un miracolo.
Soshi è morto come un pezzente e ho gioito come una supersadica (poi su questa cosa torneremo dopo).
Non sono molti i manga, shojo poi (SHONEN!!), in cui il protagonista ci lascia le penne (e per davvero, niente sfere del drago che ti resuscitano o simili) a nemmeno un terzo dell’opera *muaa*

Successivamente, anche se a ripensarci ora in effetti non fa che riconfermare la mia idea che questo manga sia un guazzabuglio di idee vincenti prese da altre opere, ho fatto pure la ola quando bellamente è sembrato che il mondo si resettasse e si tornava alla situazione di partenza –solo stranamente incrinata e inquietante.
Ancora una volta però le mie speranze sono stata disattese: certo sono passati 23 anni (quindi più che un reset è una vita futura) e ci sono alcune novità nei personaggi (anche se mi pare più che altro che questo futuro alternativo fosse solo una scusa per rinnovare il guardaroba da yokai), ma ancora una volta le relazioni tra i vari personaggi erano trattate davvero male -.-
Metà di questa “seconda parte” è incentrata tutta sul fatto che Chiyo e Soshi abbiano un rapporto “malato”, ribadito più volte dal narratore, ma non mi è sembrata una cosa così ai limiti.
Sì, lei ha frammenti di ricordi del suo passato e li riflette sul povero “Soshi 2.0” ma alla fine il loro rapporto era già disturbato nella vita precedente e qui rimane più o meno lo stesso, a parte per il fatto che la protagonista piagnucola e l’altro si deprime ancora di più (e poi alla fine vien fuori che "sarà" il figlio, cos'è un incest mancato??)
Il fatto che a nessuno importi se la gente è viva o morta, salvo che in determinate scene e per dovere di trama, è evidente quando i personaggi si fanno tanti problemi sul momento (ad esempio: ho mandato a spigolare Soshi e ora lo butto pure fuori di casa, che crudeltà) ma poi ciò non ha riscontro con le loro azioni (Soshi sparisce di scena per diversi capitoli e nessuno commenta la cosa, lett. lontano dagli occhi, lontano dal cuore)
Per non parlare del personaggio che dovrebbe essere il più devastato del gruppo, in quanto unico sopravvissuto... Il poveretto a appena qualche battuta e anche quando sembra che sia arrivato il momento di trattare delle sue turbe mentali in 2 pagine finisce nuovamente fuori scena.
(E vogliamo anche parlare del fatto che l’autrice non si sia degnata di spiegare come siano morti tutti gli altri off-screen? In compenso ha riempito 2 volumi di capitoli extra di dubbia utilità)
Ma sto leggendo uno shojo (shonen -.-) o una lista della spesa??

Piccola digressione sulla faccenda “supersadica”: lungi da me dire che un anime fansubbato tradotto quasi sicuramente dall’inglese (a sua volta tradotto di fretta ascoltando solamente l’audio giapponese, una delle lingue più ambigue e limitate foneticamente del mondo) sia più fedele di un manga tradotto ufficialmente da una casa editrice e per di più per mano di uno che per anni se l’è tirata ma... insomma, non è che la traduzione faccia impazzire –anzi, contando che è uno shojo (shonen) senza pretese l’aver usato un registro e una sintassi così “arcaica” è doppiamente fuori luogo; inoltre certi termini mi fanno tornare in mente le atrocità commesse in opere tipo Nekrate Holic.

Questo è in assoluto il manga peggio confezionato della storia dell’editoria moderna, non parlo dell’edizione italiana (la cui traduzione, come già accennato, stride ed è legnosa praticamente sempre, seppur corretta un minimo di adattamento in più non avrebbe fatto schifo e avrebbe reso il tutto più scorrevole) ma proprio di come sono stati composti i volumi in Giappone.
Il lettore viene preso ripetutamente per il culo visto come sono infilati malissimo i capitoli nei vari volumi; per intenderci:
- Ci sono extra, o capitoli inutili che sono quasi dei 4-koma, a metà del volume buttati lì senza logica (se non per una storia di ordine di serializzazione, che comunque non viene rispettato sempre quando vengono fatti i volumi proprio per evitare queste situazioni ridicole)
Ovviamente poi spesso e volentieri, oltre ad avere queste parti “superfluee” nel mezzo, spesso anche infondo al volume ci sono spesso extra e/o 4-koma.
- Raramente gli archi narrativi sono incastrati alla perfezione nel volume, è normale che un arco venga fatto finire nel volume successivo (così sei spinto a comprare quello dopo per sapere come va a finire, Kuroshitsuji nè una prova lampante) ma è la prima volta che mi capita un caso limite in cui si arriva alla scena clou (quando spediscono le lettere nel passato) e poi per due volumi... abbiamo capitoli scartati (e simili) che non fanno progredire la trama orizzontale > se non nell’ultimo capitolo del secondo volume.
Chiamateli pure interludi o come vi pare, ma quello era materiale da fanbook o eventualmente era da infilare alla fine dell’opera o volumi fa quando eravamo ancora in quella timeline o comunque in raccolte esterne per chi vuole approfondire il manga e non nei volumi della serie principale!
Ci sta mettere qualche capitoletto ambientato nel ‘passato’ prima di arrivare al momento “oh, ma c’è già una scatola qui”, ma non fare 2 volumi così -.-
- Altre scelte varie di dubbia logica, come il fatto che alla fine dei volumi sulla “seconda vita” ci siano capitoletti ambientati nella prima o il fatto che l’ultimo volume è il doppio degli altri > come se non ci fosse già abbastanza confusione in questo manga.

Che altro mi ha urtato durane le lettura?
I nomi, i nomi inutilmente intortati dei protagonisti (anche se molti contengono riferimenti o messaggi nascosti, ovviamente l’edizione non ha note al riguardo o quasi) che si moltiplicano a dismisura dopo pochi capitoli! Per di più, proprio perché i nomi sono lunghissimi, spesso vengono abbreviati o storpiati in nomignoli che sono alcuni personaggi usano, col risultato che si forma un caos abnorme perché talvolta non cogli al volo di chi diavolo stiano parlando > contando poi che ci sono due timeline e alcuni personaggi hanno un aspetto diverso (e un “passato” diverso) l’emicrania è assicurata.

Per gran parte della lettura di questo manga ho provato i soliti sentimenti che provo visionando la puntate nuove di Once, insomma ho un disturbato rapporto di odio-amore pure con InuBoku XD
In vari momenti della lettura mi sono sinceramente chieste “perché continuo?”, e infatti ho fatto varie pause (mentre di solito leggo tutto di getto), poi però succedeva qualcosa di originale o simpatico e quindi, “ringaluzzita”, continuavo la lettura tutta allegra per poi trovarmi... immancabilmente... poco dopo... depressa e adarmi dell’auto-lesionista per aver continuato a leggere...
Così forse lo dipingo troppo come una tortura (auto-tortura psicologica?) ma sono contenta di averlo letto, cercherò pure di trovare i volumi “mancanti” usciti solo in Giappone e tutto sommato non venderò la serie italiana, come invece avevo preventivato dopo i primissimi volumi.
C’è anche da dire, però, che gran parte della mia felicità per essere arrivata infondo è legata al principale motivo per cui mi sono impegnata a ridurre le pause (un giorno, e non settimane come dopo il primo volume) per il semplice fatto che mi ero ripromessa di rileggere Trinity Blood una volta finito *cof cof*
Che poi, ad esser sinceri, mi è venuta voglia di farmi del male, e perdere delle diottrie a causa della pessima edizione Planet di TB, solo perché ho rivisto l’anime di recente XD

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore...
InuBoku è finito e finirà in uno scatolone; asta la vista, baby~! (?)

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