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giovedì 25 febbraio 2016

L'Angolo dei Consigli - Febbraio

L’angolo dei consigli è una rubrica, teoricamente a cadenza mensile, in cui faccio biecamente pubblicità a manga e autori che mi piacciono.
Generalmente non parlo di manga editi in italia e il 99% delle volte parlo di cose che ho letto in inglese (per cui non sono certa che esistano in italiano), inoltre solitamente si tratta di yaoi *cof cof*
Si potrebbe quasi dire che sono i progetti futuri mancati, manga che mi piacciano ma che non posso fare (principalmente perché il tempo scarseggia).
Comunque mi sono piaciuti abbastanza da consigliarli a giro nel disperato tentativo di farli comunque conoscere da noi~
Essendo “progetti mancati” vuol dire che tutto ciò che propongo rientra nei miei standard qualitativi, oltre a significare che sono tutte serie concluse sia in giapponese che inglese (niente serie interrotte o in corso, nossignore!).


Questa iniziativa era iniziata sullo Slash, la trasloco sul blog perché ormai avevo mille idee già in testa e poi non è particolarmente dispendiosa -dovendo fare solo dei brevi commenti non ci sono grandi ricerche da fare~
Per festeggiare questa mezza “novità” ho deciso di fare un post tematico su una autrice non particolarmente famosa da noi, nonostante sia molto attiva in ambito yaoi: Abe Akane.

Che dire di lei? Ha uno stile abbastanza riconoscibile, non originalissimo ma comunque ha i suoi tratti distintivi; le storie sono generalmente carine, originali e un po’ folli.
Insomma è un piacevole diversivo, senza troppe pretese e temi troppo “pesanti”, è una mangaka buona per ogni yaoista italiana *bollino verde*
Ha fatto il suo debutto una decina di anni fa ed è stata abbastanza prolifica, ha sfornato una quantità più che discreta di volumi (soprattutto rispetto a certi mostri sacri lenti quanto una tartaruga azzoppata) ma per il momento nulla di suo è edito da noi.
Visto che i manga sono tanti, e quasi tutti tradotti per lo meno in inglese, farò una breve lista di quelli che ritengo i più meritevoli e rappresentativi.

2008 - Ai no Kotoba o Uragaeshi
Si tratta di una delle prime opere dell’autrice e ha fatto da spartitraffico per la sua occidentalizzazione; di fatto è una raccolta di storie brevi (il termine oneshot non sarebbe corretto visto che le prime storie sono divise in due capitoli, e la divisione ha un suo motivo d’essere –vedi sotto).
Il problema principale di questa volume non è tanto il fatto che l’autrice fosse agli inizi, e si nota abbastanza nei disegni, ma la traduzione inglese alquanto opinabile che in alcuni punti può creare un inutile confusione a chi non conosce un minimo il Giappone e il giapponese.
La prima storiella racconta le vicende di un ragazzino rimasto virtualmente solo (la madre è morta e il padre è incasinato coi debiti, stile Annara per capirci) e un giorno andando al suo nascondiglio lo trova occupato da un Oji-san con la faccia da yakuza *hihi*
Nonostante l’aspetto inquietante si tratta del solito duro dal cuore d’oro e prende il ragazzino sotto la sua ala protettrice per poi pentirsene amaramente quando, nella seconda parte, ormai grandicello il suo “puccioso figlioccio” lo insidierà a morte XD
La seconda storia è già più standard come temi (e ancora più acerba nei disegni) ma ha la particolarità di essere divisa in due non per un salto temporale ma per un cambio di narratore: la storia ci viene raccontata dal punto di vista di entrambi i membri della coppia.
Per certi versi è la solita storiella ad ambientazione scolastica con l’uke insicuro da morire (ma i suoi problemi non finiscono lì) che alla fine rompe col ragazzo perché “lo ama troppo” e l’altro dopo si danna l’anima per ritrovarlo –ma di fatto le vicende restano abbastanza superficiali e il tutto si risolve alla svelta.
La terza storia parla di un 18enne che dà una mano nel ristorante di famiglia e un cliente fisso ci prova spudoratamente con lui, la situazione degenera quando il primo viene piantato e l’altro divorzia.
Purtroppo dopo la notte di follia all’apparenza il caro signor cliente sparisce dalla circolazione, nonostante la promessa fatta di tornare! Comunque la faccenda si risolve bene (nonostante la Suppy sperasse in un finale un po’ più tragico *fufu*)
La quarta storia riguarda un ragazzo innamorato del miglior amico del fratello maggiore (cliché~) che con gli anni si accorge dei suoi sentimenti e tenta disperatamente di evitarlo, solo per finire ancora più invischiato nella ragnatela chiamata amore con le chiappe a strisce *posa shojo*
Upsh, è già abbastanza lunga ‘sta descrizione quindi tirerò corto dicendo che poi ci sono due brevissime shot assurdamente assurde *corre via*

2009 - Ubawareru Koto Marugoto Zenbu
Si tratta della “serie” più conosciuta dall’autrice ed è composta da vari volumi collegati tra di loro: Uba, Ai ga Aru Kara Ii ja Nai, Suki to Iu no ni Naze Kashira, Furikaette Mite Mireba (anche se in realtà è più che altro una raccolta) e compagnia bella; comunque tutto è partito con Uba quindi parlerò solo di quello visto questo post è già lungooooo~ (davvero perché sul blog non riesco a condensare??)
Torna un tema molto presente negli yaoi (non scherzo!) ovvero le tette grosse *heropose* visto che in questo uke-tan è in fissa con suddette mentre seme-kun cerca in tutti i modi di fargliela passare.
Basta la seconda battuta con cui si apre il volume per capire l’assurdità di quest’opera~ E nel caso non capiste l’antifona le frasi assurde si sprecano~
Comunque uke-tan tende a dare un po’ troppo per scontata la persona che tanto dichiara di non amare e basta che venga ignorato un pochino per farlo cedere (comunque viene bellamente depilato per punizione *ahahah*); e vissero felici e... col cazzo!
Visto che la carne è debole uke-tan continua a frequentare gente dell’altro sesso e un giorno bellamente finisce nel ristorante dove lavora una certa persona, che gli rovescia addosso una bottiglia e lo costringe a farsi il suo personale viale della vergogna tutto infreddolito *muaaaa*
L’ho già detto che questo manga parla di sadici e imbecilli? No!? Beh, ora l’ho detto~ *fufu* scherzi a parte è davvero un manga basato sul principio del bastone e della carota *nod*
Tra traversie più o meno assurde la storia di questi due va avanti, capitolo dopo capitolo, volume dopo volume~
Uba contiene anche un’altra storia che parla di uno “fallito” e di un cuginetto incapace di avvicinarsi all’acqua da quando il padre pescatore è morto in mare, per certi versi è un po’ più matura dell’altra.
Comunque questo volume si conclude con degli omake davvero scompiscevoli quindi ricordatevi di leggerli~

2011 - Koi wo Suru nara Kono Machi de
Koi è un manga più recente (praticamente è l'ultimo che sia per lo meno completo in inglese) strano forte, un fritto misto di argomenti che sulle prime può lasciare spiazzati ma le situazioni sono così paradossali che è impossibile non leggerlo tutto d’un fiato *ahah*
Veniamo catapultati in una stradina di una cittadina anonima in cui sta per aprire un host club, per quanto questo ci stia come il cavolo a merenda.
Le prodi vecchine locali mandano avanti Toru, l’unico giovane della via e considerato quasi l’idol locale, il problema è che il ragazzo ha una allergia assurda per i begli’uomini (causata da un trauma assurdo) e per questo se la fa solo coi bruttoni (?) > lo ammetto, ci stava bene con Codardo *fufu*
Visto l'assurdo quadretto appena dipinto pare ovvio che non sia la scelta più indicata per discutere con degli host e, forse contagiato dall’assurdità del tutto, il proprietario del club si innamora dell’assurda espressione dell’assurdo Toru...
...
Ho già detto assurdo?
Comunque nonostante l’idiozia generale Toru e Munematsu riescono a coronare il loro sogno e il volume si chiude con una breve shot spin-off di una coppia secondaria (vedi sotto) e una breve presentazione, anch’essa molto comica, dei vari host del locale~
Kizutsuite Romance (un volume uscito poco dopo) parla appunto di uno di questi poveri host rimasti sullo sfondo, il capitolo slegato del volume precedente aveva mostrato come altri due fossero finiti a fare quel lavoro (un inciucio tra cugini *fufu* > come se già di default non amassi le coppie secondarie~) e quindi serviva dare un minimo di rilievo anche agli altri per parcondicio~

*guarda su* ma quanto cazzo ho scritto? (sullo Slash riuscivo a condensare in poche righe e qui invece...) *si eclissa borbottando frasi senza senso*
...
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Al mese prossimo! (maybe???)

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