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giovedì 28 agosto 2014

Disposti a tutto per un po’ di succose carote [Witcher Time]

Esseat'h maonne!
Tall aeste imn pae'donne.
Iluren, meth ilurien!
Feredain oel daommas!
Ehm... Non commentiamo il titolo *cof cof*
Quanto segue trova il tempo che trova, non è propriamente una recensione ai libri o ai videogiochi usciti fin ora, è più un commento generale –ammetto la mia scarsa conoscenza dei libri, ci ho provato ma io e la Nord abbiamo divorziato da lungo tempo (e la cover del primo mi fa troppo Noctis), ma ritenterò in futuro, promesso!.
Piccola nota: la questione delle carote vien fuori da una intortata traduzione amatoriale del sogno di Iorveth, che è in “elfico” in ogni localizzazione, in cui borbotta solo del cibo che a davani in barba a tutte le speculazioni –che buon temponi i CDP, la gente ha perso mesi di vita su quelle 4 frasi.

Come già detto i libri li ho sfogliati e poco più, c’è da dire che però non sono di vitale importanza per giocare (basti pensare che abbiamo più storie tradotte noi degli americani) visto che i giochi sono solo ispirati alla serie e ambientati successivamente.
Forse col 3 ci vorrà una conoscenza minima della versione cartacea (visto che c’è Ciri) ma d’altro canto i CD han già detto che il 3 sarà comprensibile anche ai neofili che non hanno provato nemmeno i primi 2 giochi quindi suppongo spiegeranno ogni singola cosa.

Il primo witcher resterà nella storia, probabilmente non aveva la grafica più eccelsa dell’epoca e all’inizio c’era qualche bug di troppo ma su quello non posso commentare, tutti i Witcher entrati in questa casa sono in versione Enchanted e sono alquanto propensa a prendere quella anche per il 3 (magari su PS4 così sarebbe comica: 1 su pc, 2 su xbox e 3 su un’altra piattaforma ancora *fufu*), ma nonostante tutto fu una grande sorpresa, un buon gdr messo al mondo da dei perfetti sconosciuti di un paese di certo non famoso per queste cose.
Ma cosa ci si poteva mai aspettare da coloro che si erano prodigati fin dagli anni 90 nel portare in polonia i grandi videogame come Baldur’s Gate e  Heroes of Might and Magic? Per di più localizzati sia nei testi che nel doppiaggio (e che doppiaggio! Altro che il mito dei film polacchi doppiati ad afono commento) –senza contare GOG.
Ok, forse ultimamente ci stanno lucrando un po’ troppo sopra il povero strigoi e sinceramente l’annuncio del MOBA mi fa venire un po’ i brividi ma d’altro canto, mi dicono, che i migliori MOBA sono nati da quelle parti e se con questa escamotage riescono a ciucciare soldi dagli sprovveduti e ci finanziano Cyberpunk 2077 o similari io non mi lamento *fufu* (evil...)

Uhm, mettiamo un po’ da parte i discorsi random e torniamo al primo Witcher, comprato quasi per caso dalla sottoscritta.
Parte dell’aura di magnificenza del primo è dovuto anche al suo essere uscito dal nulla, sommato al fatto che rispetto agli sviluppatori più blasonati i CDP stanno davvero attenti al feedback dei giocatori che spesso sono quasi dei betatester (da qui il mio “aspetto la Encha” anche se effettivamente giocando su console si perde molto, ma d’altro canto un pc che faccia girare come dio comanda anche solo il 2 non è propriamente economico), insomma è stata una ventata di aria fresca che è andata ad aggiungersi alla caratterizzazione sopra le righe dei personaggi e della storia.
Il nostro strigoi non è il solito eroe senza macchia con scritto “Casavir, virgineo paladino” in fronte, anzi, ma non è nemmeno un vero e proprio anti-eroe perché fa un lavoro pessimo ma ha un suo codice morale che può essere plasmato dal giocatore.
C’è anche da considerare che The Witcher accorpava a una ambientazione medieval-fantasy non troppo classica anche alcune innovazioni non propriamente comuni, quanti gdr nel 2007 davano la possibilità di fare delle scelte che si ripercutessero sul finale variandolo un minimo? Ancora non era nemmeno uscito DA:O! Senza contare quanti gdr occidentali escono prima da noi, senza censure, rispetto all’america? *cooof coof, no ok i testi italiani del primo sono leggermente censurati in linea col doppiaggio inglese*
Piccola nota: Casavir non se lo ricorda più nessuno ma è stato uno dei primi romance femminili in casa Bioware, per di più il primo Witcher era stato scritto usando una versione customizzata dell’Aurora Engine –anche se era il motore grafico di NWN, e paparino di quello usato per NWN2 con suddetto paladino.
Insomma per una serie di fattori fu un successo e se lo merita tutto visto che fa passare più che bene le sue 50 orette buone.

Il seguito è stato un po’ più “meh...”, c’è da dire che puntava molto sulla grafica (anche perché per questa volta si sono fatti l’engine in casa, stessa cosa capitata col 3 che sembra davvero assurdamente bello a giudicare dai trailer rilasciati) e il mio portatile d’allora se lo scordava di farmelo girare e anche questo si scorda di andare oltre a una impostazione “media” pesantemente personalizzata, così –onde evitare settaggi indecenti, ma non ventole frullanti– ho ripiegato sulla versione XBOX che nel 2012 fu quasi riesumata dal dimenticatoio solo per lui.
(Grazie al Fnac per la maglia in regalo, peccato abbia chiuso)
Quindi ho perso un buon 50% della bellezza grafica e per quanto sia un porting ben fatto restano comunque alcuni problemi e attimi da attacco epilettico, ma non mi lamento, so benissimo che è una serie che andrebbe giocata su computer ma non intendo comprare una bestia da videogame o un xboxone quindi, vedo e prevedo, un witcher su PS4 in un futuro poco prossimo.

Il problema del 2 non è tanto l’aver virato più sull’action, perché in realtà quella parte è ben fatta, ma la lentezza della trama nell’ingranare e la scelta iniziale che genera, di fatto, due giochi differenti ma che fa sembrare il tutto ancora più forzato e lineare rispetto al primo Witcher.
È vero, la storia è più matura e “politicheggiante” rispetto all’altro ma è troppo vacua ed è troppo evidente che è un tassello di mezzo, anche il secondo Matrix era noioso e senza finale (non pensiamo all’ultimo che è meglio *fufu*) e lo stesso capita con questo Witcher.
Ritroviamo Geralt praticamente dove l’avevamo lasciato, ha salvato il Re e ora questo se lo tiene appresso stile zampa di coniglio portafortuna, fortuna che si esaurisce con l’attentato successivo e che lascia il nostro eroe nei casini.
Già dall’interrogatorio iniziale si nota l’effetto un po’ (illogicamente) spezzatino, al giocatore è data la possibilità di scegliere quale parte “narrare” e in che ordine, il che andrebbe anche bene se non che queste scene sono brevi e leggermente slegate l’una dall’altra con tanto di qualche piccola incongruenza come oggetti che spariscono, armature che cambiano e affini.

La parte a Flotsam è particolarmente incosistente e mi trovo a dar ragione a “qualcuno” sul fatto che Roche sarà anche un emerita merdina isterica (povero, però è inevitabile non desiderare sparargli un Igni nel *bip*) ma non danno abbastanza spazio per spingere il giocatore medio a tifare per Iorveth (salvo gli irriducibili feticisti degli elfi, o dei guerci *cof cof*) senza contare alcune infelici e poco logiche scene come quando potete portarlo incatenato a Letho che, teoricamente, fino a quel momento era ancora “amico” degli Scoiattoli e, per quanto ricordasse Geralt, un prezzolato assassino di Re che non aveva poco o nulla a che spartire col nostro protagonista.
Ammetto che dopo la situazione migliora, il cast viene diviso su due fronti e qualche personaggio viene contestualizzato meglio (anche se qualcuno resta totalmente al margine) ma per quanto sia accattivante l’idea di dover giocare due volte per svelare tutti i risvolti oscuri della “doppia trama” non basta perché è in tutto e per tutto un luuungo prologo che alla fine lascia con più domande che risposte.
La localizzazione italiana ci mette un po’ del suo a incasinare ancora di più gli intrighi politici e la quantità di nomi e alleanze che posso mettere facilmente KO chiunque non conosca minimamente l’ambientazione, il che raddoppia la frustrazione nell’arrivare a un finale non propriamente “finaloso” con la consapevolezza che probabilmente le scelte fatte nel 2 (come quelle dell’1) influenzeranno solo minimamente il 3 O.o

Un’altra cosa che mi ha irritato grandemente, più che altro perché sta diventando un classico dei giochi di questa generazione, è la differenza tra la scena giocata e quanto trascritto nel diario (il così detto “effetto FFXIII”) anche se in effetti il diario è una versione romanzata da quel geniaccio di Dandelion, scusa che però non vale per tutte le differenze.
C’è anche da dire che a rigiocarlo ora, presa della smania del 3, ho notato un po’ di erroretti come comportamenti illogici di PNG (dovuti al fatto che l’ambientazione varia a seconda delle scelte –ma trovo comunque ridicole le guardie impettite alle porte di Flotsam con dentro la rivolta) o tanta paccottiglia inutile per quest e crafting, anche quando si tratta di evidenti oggetti destinati a quest/dialoghi dimenticati (tipo la lettera di Margaret a Iorveth che sta nell’inventario a fare la muffa).

Ho grandi speranze per il 3 ma ora, dopo questa nuova full immersion nel 2 (dovuta al fatto che non ricordavo gran che degli eventi narrati) ho anche un po’ paura perché in quel caso non si sono dimostrati particolarmente abili con la non linearità e non sono famosi quanto i Bethesda per i bug solo perché ci mettono una pezza quando glieli fanno notare XD
Speriamo bene, tanto dal mio punto di vista se ne parla nel 2015 molto inoltrato.

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