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mercoledì 2 luglio 2014

Le Mille e Una Notte, One Thousand and One Nights

Non si tratta del classico "Le Mille e una Notte", qui niente inglesi buontemponi che aggiungono storie random modificando opere altrui, qui si parla di uno sfortunato manhwa che fu quasi completato dalla defunta Planeta DeAgostini.
In italia uscirono i primi 8 volumi (di 11) tra il Febbraio e il Settembre 2008 e poi ovviamente tutto si arenò e poco dopo la Planeta divisione italiana chiuse e buona notte (sinceramente meglio tirare una culata così che restare a galla per anni prendendo per il culo i lettori *cof cof* non ho fatto nomi *coooof cooof*)
Molti hanno coperto di insulti le edizioni “mangofile” della Planeta e, sinceramente, non ho mai capito perché visto che non mi dispiacevano più di tanto e in vita mia ho visto scempi ben peggiori osannati a furor di popolo.
Se ben ricordo la scusa più gettonata erano le onomatopee non sostituite ma se devo scegliere tra un volume che non esce mai, fatto relativamente a bischero, e una serie che invece riesce a uscire con successo ogni mese, per di più con tutti i free-talk e amenità secondarie solitamente mai pubblicate da noi, cosa pensate che scelga? Senza contare che ora il “folle prezzo medio” di 5.95€ ce lo sognamo.

L’edizione Planeta non era ovviamente priva di difetti ma a fronte dell’edizione americana (delle YenPress) è davvero di lusso anche perché l’altra costa più del doppio~
L’edizione italiana ha mantenuto le cover arabeggianti originali, mentre quella americana ha strechiato l’illustrazione rendendo delle cover rosso vivo prevalentemente nere e un po’ spente.
La traduzione italiana ogni tanto faceva degli errori, soprattutto nei nomi dei comprimari (vedi as esempio Lila che dopo un po’ diventa gradualmente Lyla) ma d’altro canto c’erano proprio degli errori a monte nella versione coreana, senza contare che i nomi sono al 99% diversi nelle due edizioni (giusto Sehara resta sempre Sehara) ma suppongo sia per un problema di scelta delle regole di traslitterazione del traduttore e similari.
In quanto al lettering nessuna delle due edizioni grida al miracolo ma quella YenPress è un po' più varia nei font anche se come cover e qualità della carta siamo anni luce da quella Planeta, che non era il massimo ma per lo meno la cover non si sbeccava a guardarla e la carta interna non sembrava carta velina.

La Storia- I Primi 8 volumi italiani:
Sehara è un ragazzo tranquillo e buono che si guadagna da vivere traducendo, anche se sembra quasi un hobby pare che sia molto bravo e gli renda bene.
Al suo fianco ha sempre la sorella Duna, perdutamente innamorata di lui, così quando i soldati del sultano vengono a prenderla lui va al posto suo convinto di poter convincere il sultano perché, anche se per tutti ormai è il pazzo che si fa portare giovani vergini all’harem per poi sgozzarle, Sehara si ricorda ancora di quando era il salvatore della partia a cui salvò la vita.
Le cose non vanno proprio come sperato, il sultano se la ride nel trovarsi un uomo nella camera da letto e lo sbatte in prigione con l’intenzione di ucciderlo al mattino e poi tornare a Duna.
In prigione Sehara trova il consigliere Jafar, finito lì per aver fatto irritare il regal sultano e così viene a scoprire la prima di una lunga serie di rivelazioni su Fatima, la donna che spezzò il cuore del sultano (nota: il nome completo del sultano, oltre a essere contorto da scrivere, cambia un paio di volte nell’edizione italiana e in quella americana è ulteriormente diverso).
Sehara, per salvare il culo (più o meno) e la testa diletta il sultano con una storia e dopo avergli narrato di Turandot diventa poeta di corte –da notare i nomi sbagliati, il povero Verdi si rivolterà nella tomba.
Come si intuisce dalla prima storia Sehara andrà a narrare al sultano non le storie classiche de Le Mille e Una Notte ma storie e leggende di un po’ tutto il globo, talvolta anche andando a prevedere il futuro (come il caso di un soldato americano e di un bambino bomba quasi contemporanei).

Nel secondo volume il sultano, indipendentemente dal fatto che ha perdonato Sehara, farà portare Duna a palazzo ma per la strada le guardie verranno attaccate da un vecchio amico dei fratelli Ally (notare che in realtà si chiamerebbe Alì) che vuole vendicare Lila, la ragazza che ha amato per tutta la vita ma che è stata anche la prima vittima della follia del sultano.
Ally riesce a catturare il sultano, Sehara finge di passare dalla parte dei ribelli e durante la notte va nelle prigioni a narrare una nuova storia, questa volta tratta dalle leggende coreane dando la sua versione della favola del figlio del Dio Drago in cui il ragazzo in realtà non è altro che uno schiavo maltrattato spacciato per divinità dal Re di Silla che aveva bisogno del viagra XD
Anche questa storia finisce abbastanza tragicamente, col povero Choyong che si inabissa nelle acque per dar prova di essere davvero il figlio del Dio, ma d’altro canto mentre la storia si compie il buon vecchio mercante cinese (fissato col sedere di Sehara) salva tutta l’allegra compagnia e ritornati a palazzo Duna si chiede se Sehara la ami ancora.

Nel terzo volume tocca alla storia di Cleopatra “prima che diventi Cleopatra”, scatenata dal fatto che Duna prova a dormire col sultano e questi, offuscato dal ricordo di Fatima. per poco non la strozza.
La Cleopatra di Sehara è una ragazza spaventata dal destino crudele che le ha diviso la famiglia e l’ha portata a sposare il fratellino che ingannato dagli eonuchi la ripudia spingendola così a chiedere aiuto a Cesare con risultati disastrosi visto che quando ritorna a casa il fratello, accecato dalla gelosia, la aggredisce e quando diventa evidente che era ancora vergine scappa.
Nonostante tutto Cleopatra continua a volergli bene e alla fine, nonostante la tragica fine del fratello, inganna pure Cesare facendogli credere che il figlio sia suo –ma quanti biondi naturali in questo egitto!
Il volume continua con Sehara e i suoi inquietanti intrugli cinesi e con la scoperta di un quadro di “Fatima” che fa impazzire nuovamente il sultano alla viglia della partenza del Poeta di Corte per Samarcanda, capitale dell’altra metà del regno controllata dal fratellino complessato.
Ciliegina sulla torta qui Sehara incontra finalmente “Fatima”.

Quarto volume, l’intreccio Fatima-Sultani prende una brutta piega, infatti la forse non-troppo-defunta Fatima è la copia sputata della defunta madre dei due regali fratellini (complesso d’Edipo~) ed essa morì per mano del padre quando provò a fuggire e nel tentativo di far ritornare a galla la ferita del nostro caro sultano (che si sente colpevole per aver avvisato il padre della fuga della madre) tornato a Bagdad Sehara narra la sua versione della storia della ninfa e il taglialegna, chiunque legga shojo da un po’ la conosce fino alla nausea, è un classico quando c’è di mezzo una coppietta che al chiaro di luna guarda la via lattea.
In questa versione di rosa e fiori, romanticismo e vie luminose per congiungere gli amanti non c’è quasi traccia, il taglialegna è accecato dalla cupidigia e ha rapito la ninfa di cui si era innamorato convinta che lei, nonostante le proteste, provasse lo stesso.
Anche in questo caso il figlio inizialmente si rifiuta di aiutare la madre, convinto che il padre sia il buono della situazione, ma quando poi il taglialegna scopre che il piccolo non è figlio suo, ma del promesso sposo della ninfa, da definitivamente di matto e il piccolo, nel disperato tentativo di fermarlo, gli pianta l’ascia nella schiena dando vita, grazie alle ultime parole del padre (“Buon Compleanno”) a una delle scene più toccanti del manhwa.

Il sultano sembra essersi ripreso dalla Fatima-Follia e decide anche di uscire in incognito per sondare l’umore del popolo ma, dopo un unto combattimento con Sehara *fufu*, si imbatte in un improbabile coppia, una giovane nobile in fuga col maestro –ex crociato- a causa di un matrimonio forzato dai genitori per evitare che finisca sgozzata per mano di una certa persona.
Sehara cerca di far capire al sultano che la colpa è sua e devono aiutarli ma alla fine invece di Sehara a palazzo torna una pecora e il Poeta di Corte resta con la coppia che fortunatamente alla fine viene raggiunta dal padre della ragazza che da la sua benedizione e li lascia partire.
Tornato a palazzo Sehara, nelle ultime pagine, inizia a narrare la controversa storia d’amore tra Alcibialde e Socrate che si interrompe bruscamente quando finisce lanciato nella vasca e aggredito –così impara a raccontare storie simili.
Nata di merito a Duna che nega la realtà borbottando che due uomini da soli in una vasca si possono solo dare una lavata.

La storia greca ricomincia e passa dai simposi alle guerre alla peste, con un breve cameo di Ippocrate, e si conclude con un Socrate ormai vecchio che ricorda i bei tempi e il finale agrodolce irrita ulteriormente il sultano ma d’altro canto Sehara non sa dargli un motivo per aver raccontato una storia simile, segno che entrambi si stanno accorgendo dei rispettivi sentimenti.
Anche se sembra che tutto vada ormai per il meglio la situazione degenera quando i crociati sbarcano di nuovo e per di più da Samarcanda arriva un ritratto di Fatima e Jafar, finalmente, si fa sfuggire che la gentil mogliera tradiva il sultano nientepopodimeno (la parola più lunga in italiano?) che col fratello che segretamente si è alleato coi crociati e che ha provocato l’altro per farlo allontanare da Bagdad che nel giro di due pagine finisce in mano al Re di Inghilterra chiudendo il volume con Sehara in ginocchio davanti all’invasore.

Nel penultimo volume italiano Duna riesce a raggiungere Ally e gli dice cos’è successo mentre Sehara cerca di prendere tempo e racconta una nuova storia, la sopracitata del bambino bomba.
In veste di un riciclo del cast, viene narrata la storia di questo bambino che vuole salvare la sorellina e diventa un baby-soldato per pagarle intervento, durante la sua missione suicida incontra un soldato americano che cerca di fargli cambiare idea e che pagherà l’operazione al posto del perfido capo, che tanto dopo aver fatto saltare in aria il piccolo farà una altrettanto brutta fine.
Finita la storia il sultano, saputo cosa è successo, torna a Bagdad ma può solo assistere a un dialogo a lui incomprensibile (in inglese) tra Sehara e il Re, finendo così per essere abbandonato dal Poeta di Corte che per salvagli la vita va a Gerusalemme con gli Inglesi.

Il sultano è depresso (peggio di un cane abbandonato) ma la risolutezza di Ally lo sprona a riprendersi, però quando va a chiedere aiuto al Califfo scopre che il caro fratellino è arrivato prima di lui.
Sfuggito malamente alla prigionia il sultano vagherà per il deserto incontrando ”Fatima” che gli racconta finalmente l’ultimo tassello mancante della sua storia.
Fatima in origine non si chiamava così e non era nemmeno bionda, per colpa del precedente sultano aveva perso tutto ed era diventata una prostituta condotta infine nell’harem dove però, a causa delle sue umili origini, non le era permesso di avvicinarsi all’oggetto del suo odio.
Qui aveva trovato nel bistrattato principino un improbabile alleato che la aiuta a farsi notare dal padre decolorandole i capelli in modo che assomigli alla defunta madre.
Nonostante ripugni entrambi Fatima così può finire nel letto del sultano e poi ucciderlo, destino che in teoria dovrebbe capitare anche al legittimo erede che però, ironia della sorte, si innamora perdutamente di Fatima e la pretende come moglie separando ulteriormente la felice e segreta coppia.
I due innamorati finiscono per gioire delle crociate ma nemmeno quelle riescono a togliere di mezzo il sultano e per di più non muore nemmeno per mano dei sicari (e per questo dovrebbero ringraziare Sehara) e così Fatima getta definitivamente la spugna, ormai certa che in questa vita il vero amore le è negato decide di far impazzire l’adorato sposo che però invece di sgozzarla come la madre la esilia nel deserto (ma d’altro canto dopo inizia a tagliare la gola a qualsiasi ragazza gli passi per il letto).
C’è da dire che è una fortuna che si siano interrotti qui, il volume 8 è il più importante e ricco di rivelazioni di tutta la serie, d’altro canto lasciare così il lettore è stata una vera è propria carognata... Comunque se poi mi sono degnata, a distanza di anni, di comprare i tre volumi mancanti (giusto per leggerli per bene *cof cof*) lo si deve anche alla straziante storiella d’amore dei comprimari che in questo volume riesce a eclissare completamente la storiella, più acqua e sapone, dei protagonisti.

La Storia- Gli ultimi 3 volumi inglesi:
Il nono volume si apre con un breve flashback dei due baby-sultani e Jafar al mare, mentre nel presente il fido Jafar è giunto dal Califfo e cerca di smascherare l’intrigo scoprendo una verità sconvolgente quando va in cerca di Fatima (se non altro le lettrici smetteranno di sperare in un lieto fine).
Intanto nel deserto il fantasma di Fatima svanisce ma insieme all’innaturale pioggia arriva il fratello in cerca di vendetta –il flashback serviva solo a spiegare che Shazaman è una pippa a nuotare, ma sinceramente potevano fare tutto il volume con lui fradicio disteso a terra e mi sarebbe andato benissimo *fufu*
Nonostante il salvataggio la vendetta vince e il nostro caro sultano finisce pugnalato a tradimento e abbandonato a mummificarsi nel deserto come la cara Fatima.
Jafar aspetta il ritorno dei sultani, quando però ne torna solo uno non gli dispiace più di tanto farlo catturare e condannare mentre scava con le mani la tomba fresca di Fatima.
Intanto a Gerusalemme Sehara ha tradotto una parte delle Cronache dei Tre Regni e la consegna al Re per una correzione di bozze.
La storia è un estratto del periodo in cui Guan Yu era alla corte di Cao Cao, c’è da dire che morivo dalla voglia di leggere la parte sul 3Kingdom ma l’ennesimo cambio di metodologia di traduzione dei nomi mi ha fatto venire un gran mal di testa >.<

La storia si conclude nel volume successivo, con la fuga di Guan Yu e il suo debito saldato quando permette a Cao Cao di fuggire dopo la disfatta a Chibi, ma visti gli insistenti riferimento a Xiahuo Dun e la sua benda il prode Re capisce che qualcosa non torna è corre da Sehara che però se l’è già squagliata.
Sehara torna a Badgad dove la sorella lo accoglie con goia e Ally gli fa notare che ora è un Emiro, ma quando sono costretti a dirgli che ora è Jafar il sultano e il suo ‘moruccio è morto Sehara scoppia a piangere come mai ha pianto in vita sua.
Intanto il cadaverico sultano si risveglia sotto le cure di un gruppo di nomadi e di una ragazza che pare la versione femminile di Sehara, con una passione sfegatata per i tarocchi.
Nonostante lei gli dica di andare a est il sultano va comunque a Gerusalemme solo per scoprire che i crociati se ne vanno, dopo un accordo fatto con Jafar, e Sehara è tornato da un pezzo a Bagdad ma ovviamente quanto il sultano torna a casa scopre che il Poeta di Corte, distrutto dal dolore, è svanito nel nulla.
Sehara è in Cina, e tenta di salvare le poco mercantesche chiappe, mentre l’ex-sultao si traveste da improbabile mercante di libri e inizia a cercarlo, finendo con lo scoprire il Kamasutra e altre particolari pratiche utili per quando ritroverà quel tordo di un Poete di Corte.

Nell’ultimo volume sono passati alcuni anni, la ricerca di Sehara non ha dato frutti finché il vecchio mercante non ripassa da Bagdad e un certo ex-sultano alterato gli fa sputar il rospo.
Sehara è ancora in Cina, con la nipote del vecchio che gli protegge le chiappe, e sta scrivendo le sue memorie –anche se si vergogna a venderle.
Lei lo sprona a scrivere una conclusione felice, come vorrebbe che andasse e così Sehara narra di come in pompa magna il sultano riappare per portarlo via con se! Ironia della sorte capita davvero ma in versione decisamente meno eroica visto che il poveraccio sviene malridotto nel giardino di Sehara.
L’ultimo racconto censura l’ultima speranza di veder sfondare la barriera sho-ai a questo manhwa... L’ultima storia, nuovamente in ambientazione semi-contemporanea, un po’ rpg e scolastica, narra di Shiva e Kama, che rinascono in veste studentesca e con un patetico Shiva-stalker che tampina la sua bella ma dopo una sfuriata divina finirà nelle braccia del povero Kama.
Il finale buono fa criticare a Sehara l’allegra storiella imbastita dal sultano che per di più si arrampica sugli specchi alle domande del Poeta rendendo ancora più incoerente la novella.
Nelle ultime pagine, bordate di nero, le memorie di Sehara sono finite in mano a un gruppetto di ragazzine arrapate in un collegio femminile che di notte si scandalizzano per la storia fino a far requisire il libro.
Comunque, salvo i defunti, tutti i personaggi del manhwa alla fine riescono ad avere il loro lieto fine.

Per finire:
Questo “Le Mille e una Notte” resta pur sempre una bella opera, anche se incompleta da noi, è un po’ una disdetta che non sia mai riuscito a fare il balzo e sia un tenero sho-ai ma resta comunque qualcosa di piacevole da leggere anche perché grazie alle storie di Sehara abbraccia diversi generi e restando per lo più sull’ambiguo (con 0 esplicità sul fronte yaoi, ma d’altro canto la storia è scritta da un uomo) è tollerabile er tutti i palati, d’altro canto i maschietti male che vada hanno le tette di Fatima da guardare *fufu*
I disegni sono davvero belli, talvolta un pelino imprecisi ma alcune inquadrature e tavole sono davvero belle (mi ripeto ma... Merita solo per Shazajam disteso fradicio e con lo sguardo depresso, ti fa dimenticare anche del “bacio” poco prima!) ed è un peccato che l’autrice non abbia avuto particolare fortuna in patria, anche perché solitamente illustra storie di altri, e salvo questo manhwa gli altri non si trovino in inglese nemmeno fanmade (manco Bameur Geonneun Seonbi che è uno storico coi vampiri >.<)
Insomma è un mahwa originale e carino, salvarlo dal dimenticatoio non mi è dispiaciuto più di tanto~

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