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sabato 27 ottobre 2012

Natsuyuki Rendezvous

Premessa: Per caso mi è stato fatto un riassunto delle serie anime appena finite, per intenderci quelle primaverili estive jp, e così dopo secoli ho deciso di guardarmi qualcosa dall’inizio alla fine (in fondo si tratta di 12 episodi in media) nonostante abbia generalmente chiuso con gli anime.
Come si capisce dal titolo il primo che ho finito è Natsuyuki Rendezvous, by Sarualandia che fortunatamente han fatto il torrent pack così è venuta giù tutta insieme e alla svelta.

Ad essere proprio sincerissimi avevo scaricato completamente Chouyaku Hyakunin Isshu: Uta Koi by Nostrano, dopo aver pure chiesto in giro quale gruppo l’avesse fatto meglio (anche se la risposta è stata “guardatelo in inglese, in ita non c’è una versione veramente ben fatta”) mi sono trovata per le mani un fansub che ometteva tutti i titoli onorifici (non che sia una gran tragedia saltare i “-sama” e compagnia) e metteva i nomi quando era evidente che venivano chiamati “fratellone” “sorella” ecc... (ben più fastidioso anche perché così perde totalmente l’ambiguità di alcuni ep). Dopo aver subito tutto questo mi sono pure sentita dire che un fansuber può fare quello che gli pare visto che lavora a gratis (cosa su cui concordo, fino a un certo punto) compreso togliere le sigle origianeli per metterci la musica che gli piace... O.o ma stiamo scherzando? Non fai il karaoke perché ti fa fatica e mi vai a sostituire parti dell’audio perché ti gira? Quindi mi sa che lo vedrò in inglese -.-

Tornando a Natsuyuki, una breve serie di 11 episodi con una trama un po’ atipica e che sulla carta mi aveva rapito.
  Hazuki è un povero 22enne che però cinque giorni a settimana compra una piantina da una fiorista lungo la strada di casa, principalmente perché si è preso una bella cotta per la proprietaria ma è troppo timido per parlarle.
Così quando la fortuna gli arride diventa il ragazzo del part-time e passa le giornate accanto alla sua amata Rokka finché un giorno non sale al secondo piano del negozio (casa di lei) e ci trova un uomo mezzo nudo, così depresso se ne va via col cuore spezzato.
Sfortunatamente, proprio a causa del riassuntino che mi avevano fatto, sapevo già che il misterioso tipo in mutande era il marito di lei, anzi l’ex-marito, visto che si tratta di un fantasma incapace di staccarsi da lei e quando anche Hazuki (l’unico che può vederlo) lo capisce inizia uno strano triangolo amoroso col giovane che cerca di avvicinarsi al suo Capo e un essere svolazzante che si mette in mezzo facendo ridicole facce.

La serie inizialmente è simpatica, grazie anche all’elemento umoristico del fantasmino che si comporta come un bambino, Rokka risulta fin da fastidiosa nel suo tentennare ma è ancora tollerabile.
Il problema è che improvvisamente la serie vira rendendo 2/3 dell’anime un brodo noioso e totalmente senza senso.

Hazuki inizia a scoprire qualche cosa in più sul Capo (è tenero che non riesca nemmeno a chiamarla per nome) e il marito, scontroso anche da vivo, malato, incapace di fare sforzi fisici e spesso in ospedale, grazie all’entrata in scena della cognata preoccupata per Rokka ancora così legata al fratello morto (non ha buttato nulla delle sue cose).
Questo però sprona Hazuki ad impegnarsi ancora di più e quando Rokka si ammala può finalmente avere la sua rivincita visto che a differenza di un certo fantasma la può toccare e aiutare, anche se Shimao inizia a passare da elemento comico a elemento spaventoso visto che fa tremare la casa e lancia oggetti.

Hazuki cerca in tutti i modi di far sorridere Rokka, e star lontano dal negozio così il fantasmello non può mettersi in mezzo, arrivando pure a portarla al parco divertimenti in cui lei andò col marito poco prima dell’ultimo ricovero.
Rokka ha la lacrima facile e la lamentela depressa continua, niente di eccezionale se rapportato ad altre protagonsite shojo ma comunque abbastanza fastidiosa per Hazuki e il poveretto che visiona l’anime.
Alla fine Hazuki si ubriaca e cede il suo corpo al fantasma con la promessa che glielo renda, e se inizialmente la cosa “funziona” con Shimao/Hazuki che rompe le lenti a contatto, sperpera soldi e si taglia a bischero i capelli, ben presto l’anime perde ogni senso.
Per i restanti episodi (circa metà della serie) Shimao starà nel corpo di Hazuki mentre quest’ultimo, fin troppo tranquillo e giulivo, vivrà in un apparente mondo magico situato nel blocco da disegno di Shimao (che disegnava durante i vari ricoveri) un mondo totalmente illogico ricco di dialoghi privi di senso che risulta una escamotage per allungare infinitamente il brodo.
Shimao, dal canto suo, non si spreca troppo a imitare Hazuki e da un certo punto di vista se la spassa, portandosi pure a letto Rokka ma dopo questo fatto la abbandona, recuperare tutte le sue cose (le cose di Shimao rimaste a giro per casa).

A questo punto vien da pensare che si sia arreso e voglia togliersi totalmente di mezzo in modo da lasciar vivere in pace Rokka e Hazuki (che ancora saltella senza pensieri nelle illustrazioni di Shimao).
Rokka parte alla sua ricerca, confusa sul fatto se stia rincorrendo Hazuki, il suo nuovo amore, oppure il suo defunto marito.
Quando finalmente si ritrovano (mentre Hazuki ancora non conbina una ceppa nonostante sia giorni che non rivede il suo corpo) Rokka capisce che ha davanti Shimao e gli salta addosso, senza preoccuparsi del destino di Hazuki o anche solo chiedersi come sia possibile che il maritino morto sia nel corpo del ragazzo part-time che fino a poco prima era intenzionata a ignorare, poi a tubare, poi a odiare.

Hazuki si “risveglia” dal libro illustrato e gli tocca fare la parte del fantasmino (e ci mette pure un ora a capirlo) ma qui la caratterizzazione dei personaggi va totalmente a quel paese.
Shimao cambia idea in continuazione (ovvero “mi tengo il corpo” “non me lo tengo” “ammazzo Rokka” “non la ammazzo”), Rokka zoccoleggia senza preoccupazione tra l’idea di farsi il maritino o Hazuki, Hazuki svolazza depresso senza nemmeno provare un po’ di rancore verso l’altro che non sembra molto intenzionato a restituirgli il corpo.
Alla fine Rokka si chiede che fine abbia fatto Hazuki (alleluja), e chiede anche da quanto sia con Shimao/Hazuki scoprendo che anche l’adorabile nottata alla locanda non è stata col suo nuovo amore ma col maritino possessore abusivo di corpi.
Inizialmente sembra che scelga Hazuki, poi però è pronta a morire pugnalata da Shimao in modo da diventare cenere insieme a lui (e rendere quindi Hazuki un assassino? Ehm... logica portami via).
Hazuki disperato cerca di fermarli ma viene scacciato nuovamente nel mondo illustrato, mentre tutto il pubblico in sala (??) fa la hola e spera nella morte di quell’essere insulso di Rokka... Shimao rende il corpo a Hazuki e sembra che se ne vada.
*O.o delusione cocente*

Nel finale vediamo la figlia di Rokka e Hazuki, entrambi morti anche se lui ha potuto vedere il nipotino, e scopriamo che in definitiva hanno avuto una bella vita (sinceramente io non mi sarei mai sposata qualcuno che ancora si fappa ancora per il defunto coniuge).
Il nipotino incontra Shimao, fantasmino che ritorna al negozio da chi sa dove e per chi sa quale motivo (farei notare che per tutta la serie non si allontana troppo dal negozio per chi sa quale motivo -.-) e porta il bimbetto nella sua stanza (perché diavolo è rimasta intoccata? Cioè Hazuki sei proprio un idiota) e gli chiede di far sparire tutta quella roba.
Fine.

Insomma una serie che era partita come un insolita commedia romantica, a metà diventa una specie di folle viaggio introspettivo che non va a parare da nessuna parte e finsice con una specie di happy ending.
Coi protagonisti che cambiano comportamento e idea ad ogni cambio di inquadratura...
Sinceramente non ho letto il manga (in 3 volumi) da cui la serie e tratta e quindi non so se è davvero così lento e folle o se sia stato un modo per fare il doppio degli episodi, sinceramente gli episodi filler illogici erano scusabili quando i manga erano in corso e l’anime non poteva andare avanti perché mancava proprio la storia, ma in una serie conclusa e breve non hanno motivo di esserci.
Inoltre la serie ha un charade migliore del manga (che è di Haruka Kawachi, il cui tratto ricorda la Ono Nastume) e graficamente è gradevole nei colori e nelle animazioni peccato per i dialoghi (nonostante i protagonisti abbiano dei doppiatori di tutto rispetto) e la trama.

Risultato? Un anime partito bene, simpatico e anche un po’ atipico, che però dopo 4 episodi diventa uno strazio lento che non va a parare da nessuna parte.
Un anime da dimenticare, un occasione totalmente mancata e la palma d’oro per la peggior caratterizzazione dei personaggi mai vista.
Peccato se fosse durato 4-5 episodi sarebbe stato anche carino (ma non eccelso).

Voto: 4

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