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mercoledì 7 settembre 2011

COLORFUL, se solo avessi fatto flamenco...

Nota: questo articolo è stato scritto i primi di Agosto (quindi nelle prime righe mi riferisco al 31 di Luglio per intenderci) solo che... me ne sono dimenticata XD esempio più eclatante di quanto sono stordita verrà postato a breve quando spunterà la recensione dei primi 2 honey blood e poco dopo mi auto-smentirò parlando del 3 che è uscito in questi gg >.<


COLORFUL

Una volta tanto parlo di un film d’animazione che mi ha fatto penare non poco scaricarlo (fansubbato niente di eccessivamente illegale).
Il fatto è che essendo un bluray rip 2 ore di film equivalevano quasi a 2G e in questi giorni non ho mai tenuto il pc acceso così tanto a lungo e per tipo tre volte ho ammazzato il download a metà.
Il 31 dopo cena, tra una cosa e l’altra, mi sono messa d’impegno e ho tenuto il pc acceso finchè non è venuto giù (in realtà ha troieggiato su msn e fb smerciando douji ma va beh...).
L’ora era abbastanza pessima, sapevo che la mattina successiva mi sarei dovuta svegliare presto per preparare tutte le cose del raduno (come al solito organizzazione 0) ma ormai era una questione d’orgoglio così me lo sono visto tutto, finendo alle 3 (in realtà si era ripromessa di fermarsi a metà a guardare il resto la mattina dopo...).
Questo è l'altro Coloful
la cover è ovviamente fanmade
non è mai stato licensato in
italia, per fortuna -.-
Che dire, a me questo titolo “Colorful” mi ha sempre portato sfiga, anni fa infatti un gruppo fansub che adoravo portò una miniseria con un nome identico, sempre Colorful, serie davvero triste visto che erano tutti episodietti disegnati malissimo pseudo porno-comici dopo il primo episodio era perplessa e disgustata.
Ok non sono un amante del comico, Ok sono una che guarda molto ai disegni, ma ad esempio Oruchuban Ebichu, serie demenziale sulle disgrazie di una cricetina con una padrona violenta che sta con un coglione, l’ho guardato tutto, mi è piaicuto e non solo attendevo il fansub da una vita (da quando avevo visto il trailer da piccina).
E’ disegnato coi piedi, è fitto di battute pessime e pornerie varie, però mi è piaciuto, Color ancora oggi non lo poso vedere che mi scatta la rabbia.
Per quanto riguarda il film del 2010 invece sulle prime era iniziato bene, certo il chara non mi piace comunque a causa delle linee troppo nette e “grosse” con cui sono disegnati i personaggi umani (la mano di purapura quando preme il pulsante dell’ascensore all’inizio mi ha fatto inorridire, per un lungo istante ho pensato al professor layton).
Sinceramente il Chara non è nemmeno affidato a uno sconosciuto, anzi ha lavorato ad altri anime che ho visto e adorato primi fra tutti Red Garden però sinceramente... preferisco quando invece del chara si dedica più ai conceptual o alle animazioni.
Comunque esteticamente, tanto per rendere un idea, sa un pò di professor layton e un pò di asano il che non mi fa impazzire ma posso “subire”.
Il plot iniziale (vedi sotto) era interessante ed era carina l’idea di usare la computer grafica stilizzosa per fare le anime che vanno al patibolo mentre “l’angelo custode” è disegnato e la telecamera è gli occhi del protagonista.
L’idea è quella di descrivere come un anima che ha commesso un grave peccato possa “rivivere” nel corpo di un misterioso ragazzino di cui non sa nulla, in modo da redimersi.
Non sappiamo nulla dell’anima mentre Purapura, un misterioso ragazzo, ogni tanto si degnerà di autare il protagonista trapiantato dicendogli con chi sta parlando, dove stanno le sue cose ecc... Anche se si fa vedere ben poco.
Così eccoci al momento del risveglio del ragazzo, dopo un overdose di farmaci tanto per gradire il suicidio, la famiglia in lacrime vede che apre gli occhi, stupiti i dottori che l’avevano dato ormai per morto.
Purapura non si vede e per non farsi beccare il ragazzo dorme il più del tempo, poi viene dimesso e arriva a casa dove trova tutto sommato un ottima situazione familiare.
I genitori ultra attenti, la madre ha fatto i suoi piatti preferiti e il fratello fa un pò l’asociale ma tutto sommato va bene tanto che il bambino si chiede perchè il precedente proprietario di quel corpo volesse suicidarsi.
Con l’idea di dover capire il perchè del suicidio in effetti si notano alcuni particolari un pò “negativi” dal fratello che non parla, al padre che forse sbevazza troppo (cosa che sparisce completamente nel resto del film -.-).
Arrivato in camera, aiutato da Purapura, ovviamente il protagonista ci litiga perchè è sparito mollandolo lì senza informazioni che però adesso, minimamente, avrà.
Il fratello è una specie di genio (ma dove??) e considera Makoto, il protagonista, un povero idiota.
Il padre è un semplice impiegato senza possibilità di scalata e lavora come un matto per nulla.
La allegra madre ha in realtà un amante, ovvero il suo maestro di flamenco.
Makoto tentò il suicidio perchè dopo una serie di atti di bullismo vide la ragazza che gli piaceva infilarsi in un love hotel a braccetto con un adulto e poco dopo vide uscire dal medesimo luogo sua madre con l’amante.
Diciamo che tutto sommato per motivi del genere un bimbetto poteva anche mandar giù una sacchettata di farmaci, però la cosa che mi ha irritato immensamente è che in teoria tutto dovrebbe ruotare sulla vita merdosa di questo bambino, ma la merda è già stata spazzata via.
Gli atti di bullismo che pensavo spuntassero come funghi non si vedono, salvo sul finale un paio di scene (quella delle puntate a sangue era abbastanza trucida) e quando fradicio si addormenta al tempio e dei teppisti lo pestano e gli rubano le scarpe (scena che sa tanto di “facciamola tanto per impressionare” che non ha motivo d’esistere, come il salvataggio del fratello poco dopo).
La cosa che mi ha dato più fastidio è l’eccessiva enfasi per la questione dell’amante, che poi ha lasciato, per cui Makoto non tocca più il cibo cucinato da lei (qualcuno dovrebbe dirglielo che anche il riso potrebbe averlo toccato) e viste alcune sflashiate sulle mani della madre affeccendata per casa pensavo che sarebbe venuto fuori che non si era lasciata con l’amante ma era morto per un incidente e per “ripicca” l'anima del tale adesso doveva vivere nel corpo del ragazzino che si era suicidato per colpa sua.
Magari poi sarebbe venuto fuori che il misterioso maesto di flamenco era anche uno che fregava i soldi alle mogli e mandava famiglie sul lastrico.
Ahahah si certo... trama troppo “tramosa” per ‘sto film.
Cioè dai cazzo, vedi tua madre depressa uscire da un love hotel, agguantata per la schiena da un figone che si vede solo di spalle e tu cosa pensi? Oddio che schifo le sue mani, non mangerò nulla di fatto con quelle orride appendici... Ma dove!??.
Forse di tutto il cast (assai ridotto) gli unici a salvarsi sono l’amichetta zoccola (anche se i motivi per cui parla con un asociale sono ridicoli) il fratello e forse anche il padre.
Riguardo alla zoccoletta, visto che si nega la realtà il buon vecchio (??) Makoto, dopo essersi “intruzzito”, decide di pedinarla visto che la trova a passeggiare tutta in tiro (con orrida collana alla Simpson).
La perde di vista quando Saotome, personaggio dalla faccia alla Ratman, cerca di attaccare bottone con lui.
Correndole dietro incappa in un negozietto di cui avevano parlato e si convince che sia andata solo lì, poi la intravvede in un bar con un adulto e la segue fino al famigerato love hotel dove però la agguanta e la trascina via in una corsa di tipo 20 minuti tanto per allungare il brodo totalmente sensa senso.
Insomma hai un “cliente” che ti aspetta e ti fai trascinare dallo sfigatello bagnandoti tutta perchè piove, vi fermate sotto un cavalcavia, per qualche clicheoso insulso motivo ti devi spogliare mezza per poi dirgli che lo fai per i vestiti e gli accessori che non ti puoi permettere con la paghetta ma che Makoto te lo scoperesti pure, e poi tadan! Si torna con calma a piedi al love hotel -.- il senso?.
Il motivo per cui la fighetta di turno se lo fila è perchè al club d’arte c’è una sua amica (almeno credo sia per questo, le spiegazioni sono parche in questo anime e gli eventi da interpretare quasi 0) e quindi regala fiumi di gomme a Makoto (che non mangerà la cose cucinate dalle mani della madre, ma le gomme pagate prostituendosi si...).
Il padre si salva perchè tutto sommato è sufficentemente umano e non eccessivo nel comportamento, resta per lo più ai margini della storia finchè non porta Makoto a pesca e gli rivela che va lì solo per rilassarsi nonostante non peschi nulla, che sa benissimo di aver trascurato la moglie e in soldoni lo ringrazia per il tentato suicidio che ha salvato la famiglia perchè lui ha scoperto che la madre dopo la morte della nonna (si odiavano a morte, ma si prese cura di lei in punto di morte) era depressa e si impasticcava (già quelle del suicidio) così cerca di stare di più a casa, mentre la madre è passata dalla casalinga depressa dei cibi precotti alla donnina di casa iper attiva (salvo quando senza motivo il figlio la manda a cagare random perchè ha la psicologia di uno scarafaggio rincoglionito).
L’altro personaggio che si salva è il fratello perchè è umano, insomma il classico fratello maggiore che se la tira perchè lui va bene a scuola e l’altro no ma che comunque trova subito Makoto post pestaggio, preoccupato se lo carica in spalle e lo porta al pronto soccorso, dopo il miracolo del fratello decide di andare a medicia e poi gli trova una costosa scuola apposta per i sociopatici artisti come lui rinunciando pure agli esami per cui si era preparato tanto.
Insomma è il classico fratello coglione che se la tira ma in realtà tiene d’occhio la situazione del minore, si lamente ad alta voce dell’altro, si incazza quando dopo tutte le fatiche quell’altro fa lo gnorri ecc...
Il resto del cast è composto da un ragazza orribile (pensate che la voce gliela da la nana del live action) e il classico menefreghista, con però la faccia a ratman.
Il cesso ambulante è insopportabile, parla come una celebrolesa e l’hanno fatta davvero brutta.
E’ davvero troppo eccessiva, troppo appiccicosa col protagonista, troppo brutta e troppo disadattata il suo ruolo credo sia solo quello di far capire che il Makoto semi-fighetto non va bene, che era meglio prima, anche se alla fine scopriremo che per “prima” non intende propriamente tornare a fare il ragazzo depresso con la testa tra le nuvole.
Saotome, aka tizio-ratman, invece è un personaggio abbastanza classico come impostazione (salvo l’improvvisa fissa per i treni) ovvero il ragazzo che parla con tutti indipendentemente da chi sono.
Anche se a parole è così, in realtà a me ha ricordato Bamba di Kuragehime con un punta di Ratman, ovvero un otaku dei treni che nessuno in classe si fila (apparte Makoto e Shoko-cesso non l’ho visto interagire con nessuno), così parla con i due disadattati di classe.
Inoltre salta gli esami come se nulla fosse, nonostante parli del fatto che non hanno molti soldi e ha due fratellini così invece di fare il cazzone dovrebbe studiare ed entrare in una scuola pubblica.
Quindi mi ha dato decisamente fastidio mentre forgheggiavano-bigiavano scuola per motivi futili, però alla fine si salva perchè è il primo vero amico del protagonista e decidono di impegnarsi in extremis entrambi ed andare a una certa scuola insieme.
Il film è lento e piattissimo, ma non quel lento nauseante introspettivo stile Evangelion, in cui subivi chilomentri di scene ferme con un povero doppiatore che elencava chilometri di depressione, no no il film è uno spaccato di vita di un tempo imprecisato in cui alla fin fine non succede un tubo.
Gli eventi “salienti” della trama sono talmente dispersi nel tempo che preferisci farti strane teorie su chi sia l’anima in Makoto più che affezionarti agli inesistenti traumi del ragazzo.
Il finale ci stava (se il film durava un ora meno) anche se rende ancora di più il tutto fine a se stesso e ti fa annuire quando Makoto dice “ma allora tutto questo è stato inutile” si hai buttato il tempo di entrambi nel cesso.
La rivelazione di Purapura, ovvero la sua natura di mero ragazzino che non c’è l’ha fatta, è piacevole anche se ci sarebbe da chiedersi perchè Dio l’abbia scelto tra le 10mila anime che cancella, almeno un accenno o un breve flashback alla sua vita passata, ma no... troppo complicato.
Anche la risposta alla domanda “Di chi è l’anima?” aggiunge l’ennesima nota di piattume al film che perde ogni elemento sovrananturale perchè ti accorgi che semplicemente descrive l’uscita di un bambino da una depressione/periodo di ribellione (che sulla “pellicola” non esiste, visto che fa una vita totalmente scazzosa).
I punti oscuri mal gestiti sono tanti, come il fatto che è assurdo che nessuno si accorga che Makoto non ricorda nulla, visto che Purapura 2 cose gli dice (cioè cammina per kilometri con saotome e manco sa come si chiama...) e anche la questione “lotteria delle anime” poteva essere rivelata in maniera più goiosa, anche se è tutto un fake metter su una scena di 2 minuti con un estrazione non costava nulla.
La redenzione della propria anima ti lascia solo l’amaro in bocca di aver perso tempo perchè Makoto è un povero rincoglionito vittimiste insopportabile come protagonista, e riponevi le tue ultime speranze nella crudele anima dal peccato incofessabile (che poi risulta essere fottere un pacco di pillole alla mammina e mandarle giù -.-).
Anche il finale ti fa restare perplesso:
Dopo che Makoto dice “lo so chi ero, era un assassino, che ha ucciso se stesso!” (coro di “ma va a cagareeee!”) Purapura gli fa le feste e gli dice che ha superato la prova e ora vivrà la sua nuova vita, salva un minimo l’anime rivelando che anche lui era un bambino suicida (ma non da altre info) e che dovrà cancellargli la memoria.
Purtroppo i soldi per gli effetti speciali erano finiti con l’intro delle anime così Makoto si limita ad accartocciarsi per terra e svenire.
Si sveglia, è notte e se ne va...
Cioè... ma la ragazza cessa l’ha aspettato in classe per tutto il tempo oppure ora è incazzata perchè è stata presa per il culo?.
La troietta dopo la chiacchierata ha smesso di prostuirsi? (poi perchè mai voleva imbrattargli un cazzo di quadro...??).
C’è l’ha fatta ad andare a scuola con ratman? O più semplicemente... essendo notte, è rimasto chiuso dentro scuola?.
Forse chiedere una bottarella finale di comicità e 3 immagini statiche che descrivono gli eventi successivi all’incontro sul tetto con Purapura costava troppo -.-.
Fino a metà era un film simpatico, un pò lento, ma dopo circa il punto della “fuga” con la troietta diventa una broda inconsistente.
Magari sarà anche colpa dell’ora, ovvero alle 2 non ne potevo più, però non mi è saputo di nulla e nemmeno la tanto decantata psicologia mi è sembrata sensata, anzi abbastanza stereotipati tutti con punte (assurdamente) eccessive soprattutto nel rapporto madre-figlio.

Voto 5: perchè la trama ci sarebbe, salvo un paio di scelte della sceneggiatura, ma è troppo allungata con spruzzi di eccessività immensamente trashiose; i disegni fanno il loro lavoro ma non mi piace lo stile; le musiche non sanno di nulla noiose e a volte ci stanno malissimo.

Aggiunta (recente): posso capire benissimo di fare un qualcosa di incentrato totalmente sul ragazzino complessato che non trova il suo posto nel mondo, e quindi bruciare completamente gli altri perosnaggi ma... cavolo -.- farlo un minimo carismatico o con un briciolo di cervello cosa gli costava?
Ammetto di aver scritto questa recensione (se non erro) la famigerata amttina dopo, ed ero abbastanza alterata perchè a causa di... 'sta cosa non avevo dormito, ma non credo che mi rimangerò nemmeno una singola parola.
A quanto pare però sono l'unica nella bella Italia ad aver pensato "che è 'sta merda"...

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